Sessismo e lingua italiana: alle radici della discriminazione di genere

Stefania Cavagnoli e Francesca Dragotto

dialogano con Laura Onofri

Da tempo presente sullo sfondo del discorso pubblico, la questione del sessismo linguistico in quest’ultimo anno ha fatto parlare di sé come forse non era mai accaduto prima. La polarizzazione del dibattito, però, rischia di banalizzare un problema complesso, cioè il ruolo della lingua nel creare e rafforzare una visione del mondo che tende ad attribuire qualità, anche caratteriali, e ruoli a una persona in base alla sua appartenenza a uno dei due generi sessuali senza tenere conto delle sue inclinazioni o aspirazioni. Le parole che utilizziamo, infatti, sono fondamentali nella costruzione del nostro orizzonte di senso, e questo fin dalla prima infanzia. Come funziona questo condizionamento? Come si riconosce un uso sessista del linguaggio, nel vocabolario e nella vita di tutti i giorni? E come è possibile disinnescarlo, a partire dalle sue derive più violente come l’hate speech? Le linguiste Stefania Cavagnoli e Francesca Dragotto, autrici del libro Sessismo (Mondadori Università), ne discutono con Laura Onofri, presidente dell’Associazione Se Non Ora Quando? Torino.