GRAMMATICA E SESSISMO

SEMINARIO-LABORATORIO PERMANENTE DI STUDIO DEL GENERE E DELLE SUE IMPLICAZIONI

Donne e pallone. La parità di genere presa a calci dalla cronaca?

Donne e pallone. La parità di genere presa a calci dalla cronaca?

di Stefania Cavagnoli*, Francesca Dragotto**, Pierluigi Vaglioni***

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**Capolinea Pioli. Serve l’uomo forte

Capolinea Pioli. Serve l’uomo forte

L’Inter è stata grande quando ha affidato il timone a uomini forti. Herrera nei Sessanta, Trapattoni negli Ottanta e Mourinho nel nuovo millennio, per citare i primi che ritornano in mente. Serve un allenatore maschio alfa, per tenere in riga una squadra femmina volubile. Sconsigliati tecnici giovani o emergenti. E al Clint Eastwood prescelto andranno concessi pieni poteri, quasi illimitati (La Gazzetta dello Sport del 23 aprile 2017).

Sexy e appassionata di calcio, l’arbitro 21enne russo conquista i social

Sexy, affascinante e amante del calcio. Ekaterina Kostyunina ha 21 anni, viene dalla fredda Siberia, di professione fa l’arbitro di calcio nel campionato russo, ma in breve tempo ha conquistato i tifosi, e non solo, di tutto il mondo.

Viene considerata il più bel fischietto donna del mondo e il suo profilo Instagram sta spopolando, attirando in poco tempo migliaia di followers oltre a calciatori e tifosi.

Le sue foto, pubblicate sul social network, la ritraggono in perfetta forma, permettendole di ottenere migliaia e migliaia di likes. Pare che in Russia siano già tutti pazzi per lei (Il Messaggero dell’8 ottobre 2016 reperibile all’indirizzo http://ilmessaggero.it/societa/persone/sexy_appassionata_di_calcio_arbitro_russo_conquista_social-2013381.html)

Calcio femminile, il capitano Patrizia Panico: “Ora il riconoscimento da professioniste”

Dopo le polemiche per le dichiarazioni di Felice Belloli, dice: “Dove esiste la parità del genere, il calcio femminile prospera. Da noi resta una cosa da maschi”. E questo vale per tutti gli sport, perché per legge sono ‘professionistiche’ solo le divisioni maschili. Così anche Federica Pellegrini o la Vezzali sono delle ‘dilettanti’ (L’Espresso del 2 giugno 2015, reperibile all’indirizzo http://espresso.repubblica.it/palazzo/2015/06/01/news/calcio-femminile-dopo-le-polemiche-parla-patrizia-panico-il-capitano-della-nazionale-di-calcio-femminile-vogliamo-rispetto-per-il-nostro-sport-1.215158)

La lettera di un genitore contro le bambine che giocano a calcio: così non si può continuare

So bene di quanta ipocrisia ci sia nel web e nel calcio. Sono un po’ imbarazzato nel inviare[1] questa lettera, ma la mia perplessità è reale: ma invece che pensare a riformare i campionati di Serie A e B non si può pensare ad iniziare dal piede giusto. È proprio obbligatorio che mio figlio giochi a calcio con delle bambine? Ha 7 anni, categoria pulcini e non ne vuole sapere di giocare con delle femmine a calcio. Non gli piace e lo capisco. Si trasforma in un altro sport non è più calcio, ma danza col pallone. Ha paura di colpirle e di fare loro del male con un contrasto, in spogliatoio c’è sempre imbarazzo ed oggettivamente da quando ci sono le 2 ragazzine in squadra perdono sempre… non c’è una cosa che abbia senso. Non sono maschilista sia chiaro, anzi stimolo mio figlio perché giochi sempre senza escludere le ‘bambine’ che spesso sono più sveglie e mature dei loro pari età maschietti. Ma su questo mi spiace insistere ma devo dar ragione a mio figlio. Se qualche genitore voleva un bimbo non deve necessariamente far giocare a calcio propria figlia distruggendo questo sport e quei maschietti che vogliono praticarlo. Inoltre anche per le ragazzine stare in un ambiente prettamente maschile dove c’è anche contatto fisico penso possa creare confusione. Scusate per lo sfogo ma a breve dovrò pagare l’iscrizione annuale ma se mio figlio si ritrova le bambine non ci vorrà più andare (lettera inviata a Tuttocampo.it[2] riportata da LFootball.it[3] il 31 luglio 2017 reperibile all’indirizzo http://www.lfootball.it/2017/08/la-lettera-di-un-genitore-contro-le-bambine-che-giocano-a-calcio.html).

Volendosi proporre come momento di riflessione sulla cronaca per mezzo della quale si rappresenta, in prima battuta nel nostro paese, il rapporto tra calcio e genere femminile, nulla è apparso più adatto, a incipit del contributo, della cronaca stessa. Quattro gli spunti proposti, a partire dai quali si cercherà di instaurare un confronto con le rappresentazioni suggerite dalla cronaca in lingua inglese e in lingua tedesca, assunte a specchio che riflette e al tempo ispira le società dei rispettivi paesi.

Quattro, e di respiro diverso, le prospettive accostate, in modo né sistematico né affatto esaustivo della totalità delle prospettive riconducibili a tutti gli attori ‘in gioco’: poche righe, nel caso del primo pezzo, il cui titolo allude al fuoco di paglia di parte della ‘gestione Pioli’ dell’Inter, per predicare una visione del calcio e, per estensione, della vita, che vede l’uomo, anzi il maschio, in funzione di soggetto autorevole e in grado di reggere una situazione di potenziale disgregazione, e, dall’altro lato, la femmina che, con la propria volubilità, necessita di essere governata se si intende prevenire la disfatta di cui è per natura e/o antonomasia portatrice sana.

L’esaltazione del felice binomio calcio-femmina fa invece da impalcatura al secondo pezzo, uno tra i tanti nei quali, alcuni mesi or sono, è stata celebrata la parabola di Ekaterina Kostyunina, arbitra (o più spesso arbitro) della quale lungi dal citarsi la perizia tecnica, ritenuta trascurabile e probabilmente priva di interesse, si esaltano le forme da modella (o da Barbie, postura compresa, stando alla foto più gettonata riproposta da numerose testate e siti). Forme colte in contesti di norma estranei alla professione della cui motore di diffusione princeps è la stessa protagonista, che, con atteggiamento più simile a quello di wag[4] che di professionista, non appare affatto disturbata dalla totale trascuratezza mostrata nei confronti del sui operato.

Di un’altra professionista, Patrizia Panico, racconta invece il terzo pezzo, il cui contesto allude alla volontà di sostenere in modo finalmente più battagliero, sulla scorta dell’iniziativa lanciata dalle giocatrici della dalla squadra di rugby femminile di Roma All Reds, il riconoscimento dei diritti delle praticanti sport, quali il calcio, considerati professionistici solo al maschile (“ad oggi il Coni riconosce come come ‘professionistiche’ solo le divisioni maschili di calcio, ciclismo, motociclismo, pugilato e pallacanestro. Tutto il resto rimane relegato al dilettantismo”). Bersaglio, insieme a un gruppo di giocatrici attiviste per i diritti delle sportive, di polemiche e attacchi da parte di esponenti del ‘palazzo pallonaro’ (“Calcio femminile, presidente della Lega nazionale dilettanti Belloli: «Basta dare soldi a queste 4 lesbiche»”, nel maggio 2015) e di operatori della stampa, di recente al centro del ciclone a seguito del conferimento dell’incarico di allenatrice della Nazionale maschile italiana under 16, non troppo ovviamente di calcio, Patrizia Panico è stata l’ispiratrice di sentenze efficacemente sintetizzabili da quella pronunciata dal giornalista e opinionista (de La Domenica Sportiva della Rai, tra l’altro) Ivan Zazzaroni: “Donne allenatrici del calcio maschile? Sono inadatte”.

In-adatte, probabilmente perché, al di là di tutto e prima di tutto, disturberebbe lo status quo consolidato nel relativo stereotipo, conformemente al quale, come da claim pubblicitario di una nota marca di pannolini, “Lei penserà a farsi bella, lui a fare gol. Lei cercherà tenerezza, lui avventure. Lei si farà correre dietro, lui invece ti cercherà”. Con tanto di bimbo vestito di azzurro a cui piace giocare a pallone e bimba vestita di rosa che si aggiusta vezzosamente il fermaglio (il commento è ripreso da un articolo de “La ventisettesima ora” di Corriere.it, che non ha mancato di dedicare allo spot di Lines Huggies un articolo di approfondimento a firma di Federica Seneghini) e manuale del corteggiamento improntato al modello ultra consolidato (almeno dai tempi del ciclope e Galatea) del chi-deve-inseguire-chi.

Inadatte come giocatrici perché, a giudizio non del solo Belloli, lesbiche e, come se non bastasse, espressione di una lobbie lesbica, e inadatte come collaboratrici o come allenatrici anche per ragioni di temperamento,[5] le esponenti del genere femminile non dovrebbero calcare affatto, e neppure negli anni dell’infanzia, i campi di calcio: per il bene dei ragazzini, intimiditi nella marcatura e in imbarazzo negli spogliatoi, ma anche delle ragazzine stesse, costrette a pratiche maschili da genitori non rassegnati all’idea di aver avuto una figlia oltre che a rischio di una precoce confusione. Sessuale, ovviamente.

La questione del sesso, dell’orientamento sessuale più esattamente, appare infatti poco agevolmente disgiungibile da ogni tentativo di dignificazione delle prestazioni delle sportive delle diverse discipline, le cui prestazioni appaiono, in generale, inenarrabili in assenza di condimento “sull’aspetto fisico o che va a scapito delle competenze tecniche” (Cinquepalmi 2016, p.54). Soprattutto, ma non solo, nei quotidiani on line.

Questa ‘antologia del freak’, come l’ha definita il giornalista Luca Sofri sul Post, si ripete ad ogni grande manifestazione sportiva e coinvolge sia le testate sportive che i quotidiani. La ricetta è mescolare l’informazione relativa alla parte agonistica con qualcosa che sta a metà strada tra il gossip e lo spiare dal buco della serratura, come dimostrano certe fotogallery. C’è una continua contaminazione dei generi. Articoli in cui le sportive vengono enfatizzate per valori aggiunti, come bellezza, stile, fascino: non bastano a quanto pare i meriti sportivi.[6] Lo sport è un fenomeno di aggregazione e, talvolta, di integrazione, una lente attraverso cui leggere la società. Se dovessimo farci un’opinione dello sport femminile affidandoci soltanto a questi articoli, l’impressione sarebbe che le atlete per i giornali italiani sono soltanto belle e brave. Non soltanto brave, come di solito si scrive per i colleghi (Cinquepalmi 2016, pp.23-24).

Molto a questo proposito si è detto e si potrebbe ancora dire. Per evitare un allontanamento eccessivo dal main topic di questo contributo – la questione della rappresentazione mediata delle calciatrici professioniste proposta dalla cronaca giornalistica, in primis professionistica – si anteporrà però a ogni altra considerazione una battuta sulla metodologia impiegata per supportare la ricerca dei materiali che hanno sostanziato le riflessioni stesse.

Con lo scopo (questo almeno era nelle intenzioni) di impiantare un’analisi sincronica ma anche parzialmente diacronica contrastiva, si è scelto di operare su un corpus ridotto di testi raccolto con criteri il più possibile affini ma anche lingua e cultura-specifici per le tre lingue oggetto di approfondimento.

Definita la cronologia di riferimento, fatta coincidere con il giorno successivo alla recente finale del Campionato europeo femminile di calcio, svoltosi nei Paesi Bassi tra il 16 luglio e il 6 agosto 2017, si sono così poste le basi per l’analisi dei discorsi e delle rispettive strategie testuali.

Per salvaguardare nei limiti del possibile omogeneità, per rimanere nei limiti stabiliti per questo contributo e anche per cercare di cogliere la massima varietà testuale in funzione dei diversi destinatari-tipo, si è poi pensato di restringere l’esplorazione agli articoli di cronaca pubblicati da 4 testate per ciascuno dei paesi, che a monte del lavoro erano state individuate in due di ambito sportivo, una generalista e una della free press, ma che, strada facendo, sono state modificate in funzione di ragioni di volta in volta precisate.

Per far risaltare meglio affinità e divergenze, si procederà pertanto prima col riferire quanto riscontrato per ciascun caso di studio, per poi passare a un confronto utile a far risaltare, in riferimento alle questioni più strettamente linguistico-testuali e a quelle più di natura concettuale pertinenti col genere, il rapporto tra i diversi linguaggi impiegati e, nell’ambito di quello verbale, le scelte effettuate rispetto a titoli e a testi di riferimento.

**Donne e pallone nella cronaca italiana.

Una premessa, non necessaria ma senz’altro utile e significativa.

Prima di procedere con lo spoglio dei quotidiani prescelti per il confronto, assumendo i panni di chi, per trovare informazioni nella rete, avesse necessità o desiderio di notizie in merito alla finale di Women’s Euro 2017, in programma due giorni dopo (6 agosto), si è pensato di servirsi di Google, il motore di ricerca più usato al mondo e di procedere con una ricerca il più possibile ‘neutra’ immettendo la stringa ‘campionato europeo femminile calcio 2017’. Si è immaginato così di ottenere, di certo tra i primi risultati, informazioni sulle squadre in procinto di contendersi il titolo.

A dispetto di questa aspettativa, nessuno tra i primi 10 risultati (di 812.000) mostrava alcun riferimento in merito; anzi, proprio all’opposto di quanto ci si aspetterebbe, i risultati mostravano una oscillazione tra riferimenti alla nazionale italiana, da tempo eliminata, e alla difficoltà del suo girone (il commento precedeva addirittura, in almeno due casi, l’avvio dell’Europeo); in più di un caso, al calendario e, anche qui in più di un caso, a specifiche giornate del campionato (es. ultima giornata della prima fase); in un caso al campionato U19, già conclusosi alla data della ricerca da quasi una settimana. In un solo caso, il terzo risultato di 10, l’anteprima conteneva un riferimento a contenuti pertinenti con la finale

UEFA Women’s EURO – UEFA.com

Unisciti alla famiglia del calcio europeo oggi! … Esther Staubli per la finale di UEFA Women’s EURO 2017 …. Un anno di successo per il calcio femminile. 31/07/ …

Con l’auspicio di approfondire le anticipazioni, si è allora deciso di visitare la pagina, ottenendo in tal modo questo scarno elenco di news

UEFA Women’s EURO 2017: le ultime

    Finale: Olanda-Danimarca, tutto esaurito

    Scelti gli arbitri per la finale di domenica

    Finale women’s EURO: storia della partita

    La danese Line Jensen costretta a saltare la finale per infortunio

    Scarica l’app del calcio femminile

Si è poi pensato di modificare la stringa di ricerca, integrandola con l’elemento che nella precedete occasione era apparso superfluo: ‘finale europei calcio femminile 2017 6 agosto’.

Questi i primi 10 risultati (di 164.000) restituiti da Google comprensivi dell’anteprima, la sezione di testo spesso decisiva in vista di un approfondimento della navigazione:

1)     Fasi finali UEFA Women’s EURO 2017: Olanda – UEFA.com
Tutto quello che devi sapere su UEFA Wome’’s EURO 2017 in Olanda.

2)     Campionato europeo di calcio femminile 2017 – Wikipedia
La dodicesima edizione del Campionato europeo di calcio femminile si svolge nei Paesi Bassi tra il 16 luglio e il 6 agosto 2017. L’assegnazione del torneo ai …

3)     Calcio femminile, Europei 2017: le partite dell’Italia. Gli orari e come …
Calcio femminile, Europei 2017: le partite dell’Italia. Gli orari e come seguirle in tv. Il programma completo. Pubblicato il 10 luglio 2017 da Giandomenico Tiseo…

4)     Calcio femminile, Europei 2017: programma, orari e tv della rassegna …
Calcio femminile, Europei 2017: programma, orari e tv della … 9, Islanda, 16 settembre 2016, Vincitrice gruppo 1 di qualificazione, Svezia 2013.

5)     Calcio femminile, Europei 2017: programma, date, orari e tv – Sportface.it
Data, programma, orari e come vedere in tv gli Europei 2017 nei Paesi Bassi di calcio femminile.

6)     Pronostici Europei Calcio Femminile 2017
Scopri i nostri pronostici sugli Europei Calcio Femminile 2017 e trova le informazioni utili per vincere le tue scommesse sull’Euro femminile 2017

7)     LIVE Vincente SF1 – Vincente SF2 – Europei femminili – 6 agosto 2017 …
Vincente SF1 – Vincente SF2 Europei femminili – 6 agosto 2017. Europei femminili – Segui LIVE su Eurosport l’incontro di Calcio tra e . La partita è in ..

8)     Europei Femminili 2017, calendario e programmazione …
Il calendario e la programmazione TV per i prossimi Europei Femminili, che si terranno in Olanda dal 16 luglio al 6 agosto 2017. … Vincitore Quarti di finale 1-Vincitore Quarti di finale 4 – 3 agosto, ore 18:00. Vincitore Quarti di …

9)     Calcio scommesse Europei Femminili – tutto quello che c’é da sapere
Scopri la nostra Rubrica Sportiva: tutto quello che c’é da sapere sulle calcio scommesse Europei Femminili 2017! Storia, pronostici e bookmakers aams!

10)   Europei calcio femminile lunedì Italia-Russia – leMeridie.it
Europei calcio femminile lunedì Italia-Russia … Germania contro la Norvegia 3-1 dts, due anni dopo è l’Italia ad ospitarla e le Azzurre giungono…

Titoli e anteprime che parlano da sole e probabilmente restituiscono un quadro più desolante anche rispetto alle aspettative peggiori. Un quadro che sembrerebbe dar ragione a chi non appare affatto sorpreso per la mancanza di riconoscimento di professionismo e di emolumenti alle calciatrici e per ragioni ‘assolute’ (ideologiche, se non apparisse a sua volta ideologico così classificarle) e, nella più rosea delle posizioni, per ragioni di mercato. A titolo di esempio:[7]

bah

16.04 | 21:11 paolorox113

le donne semplicemente non accedono allo sport professionitico perchè non generano un giro di denaro sufficiente. Se a vedere inter-milan ci vanno 80000 persone e chissa quanti milioni acquistano la partita in tv, mentre a vedere il calcio femminile ci vanno solo i parenti non è colpa dell’uomo cattivo discriminatore…. Chi dovrebbe pagarle queste atlete professioniste dato che non generano introiti…

Ci sono una marea di sport minori, anche maschili, dove il professionismo è una chimera

Ognuno ha i cachet che merita

16.04 | 22:43 santoro_si_contenga

Ma che significa professionista? Non hanno forse contratti? Non vengono pagate? Quelle che guadagnano possono certamente pagarsi una rendita pensionistica. I cachet poi sono proporzionali a sponsor e interesse del pubblico. Le partite di calcio femminile non le guarda nessuno, almeno in italia, pretendete forse che gli stipendi delle calciatrici siano uguali a quelli dei calciatori? Gli sport di squadra femminili sono mediamente scadenti rispetto a quelli maschili, mi sorprende anzi che la differenza sia solo del 30%.

separare differenza di compensi da professionismo

28.08 | 14:28 joe.vacchino

scusate ma il compenso e il professionismo sono due cose distinte. le donne guadagnano meno degli uomini nello sport perché con pochissime eccezioni attraggono meno sponsor e pubblico. perciò la differenza del compenso (per esempio) di una calciatrice rispetto a un calciatore è a mio avviso giustificato, o almeno si tratta di una variabile regolata da mere leggi di mercato. ma il professionismo ha a che fare con i diritti e con lo stipendio non c’entra un bel niente. si parla di tipi di contratti e di tutele e non importa se si guadagnano 500 o 50.000 euro al mese. riguarda lo status dell’atleta e l’esclusione delle donne in questo caso è totalmente ingiustificata. giustissima la petizione.

Giudizi (lapidari e consolidati dalla tradizione fatta stereotipo comunicativo) cui fa da pendant un florilegio di locuzioni (talvolta partorite da firme prestigiose) incentrate sul binomio calcio-donne, nel quale spicca la sezione riservata al rapporto del genere femminile con il fuorigioco, impedimento sempreverde superabile solo travasando il contesto in cui si realizza in uno di maggiore (estrema) familiarità per chi esercita il proprio predominio su shopping, in particolare di scarpe, e chiacchiere di poco conto.

PROVA SPIEGAZIONE FUORIGIOCO A UNA DONNA: Se sei oltre l’ultima cassa, ti lancio un paio di scarpe e tu vai alla porta, l’allarme fischia (Zziagenio78, Twitter)[8]

Giudizi elevati a sentenze gnomiche che si riportano, in piccola percentuale, perché alla stregua della pubblicità, con la sua lingua e le sue rappresentazioni sostanziate di stereotipi, esprimono e contribuiscono a esprimere quella rigida imbracatura che sembra non lasciare spazio e anzi fa apparire al limite della fake news una notizia quale quella, recentissima (Il Corriere dello sport la riporta il 13 di luglio 2017[9]), della società del Lewes (piccolo club dell’omonima città del sud-est dell’Inghilterra che vanta un’antica tradizione, essendo stato fondato nel 1885; è attualmente presieduto da una donna).

Calcio, stipendi uguali a uomini e donne: un club prova la rivoluzione
Il Lewes, piccola società (con grande tradizione) dell’omonima città del sud-est Inghilterra, ha preso una scelta che si annuncia rivoluzionaria per questo sport
[…]

MANAGER UOMINI – Il gesto, parte di un progetto più ampio contro la diseguaglianza di genere, è stato condiviso anche dall’allenatore della formazione maschile del Lewes, John Donoghue: “Sono orgoglioso del lancio di questa campagna per l’uguaglianza. Ogni giorno vedo la passione e l’impegno dei nostri giocatori e sono sicuro che si riflette ugualmente nel calcio femminile. È un grande passo per il calcio e invia un segnale potente non solo ai nostri giocatori e al nostro club, ma all’intera comunità calcistica del Regno Unito”. La scritta “EqualityFc” sarà presente anche sulle maglie da gioco (Corrieredellosport.it del 13 luglio 20017, reperibile all’indirizzo http://www.corrieredellosport.it/news/calcio/calcio-estero/2017/07/13-27849143/calcio_stipendi_uguali_a_uomini_e_ donne_ un_club_prova_la_rivoluzione/)

Varrebbe perciò la pena almeno interrogarsi su quanto la sostanziale estraneità, agli occhi della società tifosa, intercorrente tra il mondo calcistico e quello femminile non trovi una sponda/giustificazione nel fatto che solo il “10,3% di donne occupa posizioni di vertice, ovvero ruoli di vicepresidente, amministratore delegato, consigliere di amministrazione o direttore generale, in A” e il 16,3% complessivo se si include nel computo la serie B (Cinquepalmi 2016, p. 83).
Allo stato attuale, lo stato della relazione è invece ben espresso da rappresentazioni, talvolta allegoriche, ma, soprattutto, trasversali rispetto alle categorie e le stratificazioni sociali, del tipo
Il calcio è una cerimonia di iniziazione maschile a cui le donne (ma tra i giovani dilagano le appassionate di calcio) partecipano con sbadataggine leziosa, sforzandosi di capire perché i loro uomini assumano posizioni innaturali sulla poltrona, si tuffino sul tappeto insieme con Buffon e insultino di continuo un arbitro che non può ascoltarli (Massimo Gramellini, giornalista)
Agli uomini interessano solo due cose: il calcio e le donne. Una partita tra 11 donne nude contro 11 donne nude sarebbe il massimo (postofisso2012, utente Twitter)

Il calcio è come le donne, un po’ irrazionale (Silvio Berlusconi, imprenditore e politico)

Il calcio è una cosa seria e le donne non hanno nulla a che vederci
(Jack Charlton, ex allenatore di calcio ed ex calciatore)

Il calcio ora piace anche alle donne. Sai com’è, quando il gioco si fa duro…
(Giampiero Galeazzi, giornalista, conduttore televisivo, telecronista sportivo ed ex canottiere italiano)

Un giorno mia moglie è scoppiata a piangere e mi ha detto: “Tu ami il calcio più di me”. Le ho risposto: “Beh, è vero. Però amo più te che il basket” (Charlie Winkler, regista e produttore televisivo)

Insomma, seppur spessissimo in tandem con esse, “Il calcio, ad ogni modo, non è per signorine”, per dirla con la penna educatamente puntuta – ma non per questo meno icastica (e capace, altrove, di indubbia altisonanza) – di Gianni Brera, involontario (qui postumo) sostenitore della tesi dell’allenatore e già giocatore Sinisa Mihajlovic, all’epoca in cui, un paio di anni fa or sono, in risposta a quanto riferito da Melissa Satta (showgirl e moglie del calciatore Kevin Prince Boateng, allenato al Milan dallo stesso Mihajlovic) “Al Milan (n.d.r. con Sinisa in panchina) non c’era tranquillità”, sentì che la risposta più naturale non potesse che essere: “Io non sono razzista, ma penso che le donne non dovrebbero parlare di calcio perché non sono adatte”.[10]

Una sententia, questa, pronunciata in occasione della consegna all’allenatore di un Tapiro d’oro da parte della trasmissione televisiva Striscia la notizia, dalla quale hanno prontamente preso spunto vari sondaggi, in genere conclusisi con una netta prevalenza di voti a favore dell’allenatore (il 67%, per esempio, nel caso del sondaggio del Corriere dello sport, dato rintracciabile alla pagina http://www.corrieredellosport.it/sondaggi/calcio/serie-a/milan/2016/04/13-10492589/_le_donne_no n_parlino_di_calcio_mihajlovic_ha_ragione_/risultati. html).

Non essendo questa la sede più opportuna per smontare l’architettura dei commenti spesso forniti a sostegno del voto espresso o per stigmatizzare l’dea di razzismo sottesa all’uso del termine da parte di Mihajlovic, ci si limiterà a una battuta, presa in prestito dall’attrice comica Geppi Cucciari: “Le donne parlano di cellulite come gli uomini di calcio: spesso, e per luoghi comuni”.

** La finale degli europei femminili nella stampa italiana: la non-cronaca di una finale

Il 7 agosto 2017, giorno successivo alla finale di UEFA Women’s EURO 2017, si è provveduto, come da programma, a effettuare il tracciamento della notizia relativa all’evento su una selezione (rispondente ai medesimi criteri per tutti i tre paesi) di quotidiani che, nel caso di quelli italiani, ha preso in considerazione: il quotidiano generalista più letto, il Corriere della Sera (1), Metro news (2), testata della free press, e i due quotidiani sportivi più letti del paese, ovvero La Gazzetta dello Sport (3) e Il Corriere dello sport (4). Inutile dire che se nel caso dei primi due si poteva nutrire qualche dubbio sulla presenza quantitativa e qualitativa di riferimenti alla finale, nel caso degli ultimi due, espressione di un interesse specifico per lo sport in tutte le sue declinazioni, le attese portavano ad attendersi riscontri in assoluto più consistenti. Ragion per cui i dati raccolti sono forse apparsi più sorprendenti di quanto dovessero.

1)    Corriere della Sera (Corriere.it)
Nessuna citazione in home page, né nella sezione sportiva.

La ricerca libera, effettuata con la stringa ‘finale campionato europeo femminile di calcio 2017’ non ha offerto risultati.

2)    Metro (Metronews.it)
Nessun riferimento all’evento in prima pagina, nonostante la presenza di una sezione-riquadro dedicata al calcio, a fungere da ancora per la sezione vera e propria dove, a sua volta, della finale non c’è traccia (alla data della ricerca vi compariva un articolo dedicato all’abolizione della Tessera del tifoso). Sebbene il calcio risulti presente anche in altre sezioni del giornale, per lo più per rinviare a notizie relative al calcio mercato (tra i gossip più gettonati dell’estate e del periodo post-natalizio), la citazione dell’europeo femminile non ha trovato spazio né allora né nei giorni successivi, quando, per puro scrupolo, la ricerca è stata ripetuta.
3)    Corriere dello sport (Corrieredellosport.it)
La finale di UEFA Women’s Euro 2017 appare citata in home page, all’interno di una sezione fotografica, datata domenica 6 agosto 2017 19:39, pensata come carrellata di ancore funzionali a condurre chi legge verso la lettura delle relative notizie.

Nel caso in questione, l’immagine rinvia a una notizia a sua volta costituita di immagini (reperibile alla URL http://www.corrieredellosport.it/foto/calcio/calcio-femminile/2017/08/06-28897691/ lolanda_batte_la_danimarca_4-2_nella_finale_dei_campionati_europei/..) fatti salvi il titolo “Calcio Femminile, l’Olanda batte la Danimarca 4-2 nella finale dei Campionati Europei” e il commento didascalico, posto sotto le immagini, “Per la prima volta nella sua storia conquista il titolo continentale nel calcio femminile”.
A seguire, ancora sotto, la sezione social, dove spicca un indicatore del totale disinteresse dei lettori del giornale. 0 sono infatti le condivisioni della notizia attraverso i principali social media, 0 i commenti e 0 i like e gli unlike.
Per quanto riguarda le immagini, la fotogallery comprende 20 foto, con immagini di rito (è il caso della prima, con la squadra in posa con il trofeo) a mescolarsi con singoli scatti eseguiti nel corso della partita.
Per quanto la testimonianza dell’evento dovrebbe costituire, specie nel panorama finora descritto, un motivo di sollievo, il fatto che non si avverta la necessità di un commento corrobora il ruolo subalterno, quasi inesistente, del calcio femminile sia per chi stabilisce, nel giornale, le modalità di copertura delle diverse discipline e divisioni, sia per chi lo legge e, da vero prosumer, segna la via redazionale da seguire.
Per incidens, la ricerca libera, eseguita utilizzando la medesima stringa usata in precedenza, non aggiunge nulla a quanto ora detto.
4)    La Gazzetta dello Sport (Gazzetta.it)
Nessuna traccia della partita analizzata neppure nella sezione di approfondimento ‘Sport’, a dispetto della presenza di un ventaglio significativo di discipline, talvolta neppure dilettantistiche, come nel caso de
La corsa dei muratori
Correre in salita con un sacco di cemento sulle spalle: è la Magut Race!
Redazione 07 ago 17 – 08:06 (così in home page; nei giorni a seguire, sparita l’ancora dalla home, la notizia è stata archiviata nella sezione ‘Running’ ed è tuttora raggiungibile alla URL http://running.gazzetta.it/news/07-08-2017/magut-race-cemento-32307).

Analoga situazione quando è stata eseguita la ricerca libera attraverso la stringa consueta, che ha, sì, restituito un numero consistente di articoli, dove però compaiono solo alcuni dei formanti ricercati e neppure i principali. Diversamente non si spiegherebbe la compresenza, numericamente dominante, tra i risultati della prima pagina, di articoli riferiti al calcio maschile, che, neppure se esplorati, contengono rinvii alla divisione femminile. Fa eccezione il seguente, in cui è presente un riferimento agli europei femminili, ma ne precede l’avvio
Europei al via: Italia alla prova del nove con Germania e Svezia
L’esordio delle italiane in Olanda sarà domani a Rotterdam contro la Russia. Il c.t. può contare su un gruppo promettente guidato da Melania Gabbiadini, giocatrice del Verona e sorella di Manolo

Preso atto della situazione, si è deciso di ampliare il campione di testi da sottoporre a spoglio includendo altri giornali ‘generalisti’: sono stati per questa ragione aggiunti Il Messaggero di Roma (5) e la Stampa di Torino (6), senza che però la situazione mostrasse margini apprezzabili di cambiamento, neppure quando, rinunciando alla presenza di riscontri in home page, si è deciso di effettuare una ricerca libera nell’archivio dei giornali per mezzo dell’apposita funzione.

5)    Il Messaggero (Ilmessaggero.it)

Nessun riferimento in prima pagina, né nella sezione sportiva né in quella riservata allo sport estero (sezione che peraltro sarebbe risultata impropria ma dove comunque compare la notizia, corredata di foto, di Mario Balotelli, giocatore italiano al momento di stanza al Nizza, impegnato nel rifornimento della sua auto di lusso), dove non può passare inosservata la presenza di questa notizia riferibile al calcio femminile, peraltro datata (3 giugno 2017)

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A Cardiff ieri si è giocata la finale di Champions League femminile, che ha visto la squadra del Lione vincere il trofeo battendo ai rigori il Paris Saint…
Per quanto riguarda la ricerca libera, effettuata immettendo la stringa ‘calcio femminile’, la ricerca ha restituito un totale di 657 risultati: tra i primi 35 elementi ci sono diversi riferimenti all’europeo, nessuno però alla fase finale. La cronaca del campionato si conclude infatti, per il giornale, con la notizia della sconfitta della nazionale femminile ad opera della Francia
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L’uso di azzurrine per rappresentativa femminile o per nazionale femminile non è peraltro esclusivo di questo articolo

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Comincia con una sconfitta l’avventura dell’Italia Under 19 agli europei di categoria che si stanno disputando in Irlanda del Nord. Le azzurrine guidate da…

e per quanto discutibile risulta comunque preferibile alle società che si tingono di rosa (‘Il Trastevere si colora di rosa: ecco la squadra di C5 di mister Marchetti’).
La ricerca per mezzo di ‘finale campionato europeo femminile di calcio 2017’ restituisce, infine, un solo risultato, riferito al palinsesto dell’emittente digitale Sky.
Letto nella sua interezza, l’articolo, dal titolo ‘Sky, una gara di basket al giorno e 500 match in giro per il mondo’, non offre però alcun rinvio al calcio femminile, giacché l’unica attestazione di femminile rinvia al basket
ITALBASKET
Tutti i grandi appuntamenti dell’Italbasket, grazie all’accordo FIBA fino al 2021. Si ripartirà a giugno con l’Eurobasket femminile, e poi a fine agosto, l’Eurobasket maschile.
In compenso l’accoppiata donna-pallone è perennemente presente attraverso le proteiche forme di quelle che Lorella Zanardo, citata anche da Cinquepalmi 2016, p. 61 e ssg, chiama grechine “ragazze che ‘abbelliscono’ quiz e salotti della tv nostrana” che spesso finiscono per dare sostanza semantica a “neologismi davvero sorprendenti. È il caso di umbrella girls, paddock girls, podium girls. Una sorta di grechine specializzate nell’abbellire paddock, griglie di partenza o podii”.
6)    La Stampa (Lastampa.it)
Nessun riferimento. La ricerca libera (avanzata), restituisce 10 risultati in cui è presente una o più delle parole ricercate, ma degli Europei femminili di calcio non vi è traccia.
Come ultimo atto si è così deciso di ripetere la ricerca libera attraverso Google, i cui risultati sono stati, invero, abbastanza sorprendenti.
Le prime posizioni (10 di circa 2.320.000 risultati) sono infatti occupate da contenuti spesso affini a quelli precedenti la finale: pagine Wikipedia, calendario, orari delle partite, informazioni sulla messa in onda eventuale delle stesse.

Solo settima (e unica) appariva la citazione del risultato della partita, per opera di OA Sport, ma va rilevato che, una settimana dopo circa, la stessa ricerca pur mantenuto intatti i primi 10 risultati restituiva altre citazioni per lo meno della squadra vincitrice probabilmente per via di aggiornamenti delle relative pagine.

Al primo posto figurava dunque, ancora, la pagina di Wikipedia (Campionato europeo di calcio femminile 2017 – Wikipedia) contenente informazioni su selezione della sede, struttura del torneo e squadre partecipanti

1)     Campionato europeo di calcio femminile 2017 – Wikipedia
https://it.wikipedia.org/wiki/Campionato_europeo_di_calcio_femminile_2017
Passa a Quarti di finale – 29 luglio 2017, ore 18:00 CEST · Paesi Bassi · Paesi Bassi, 2 – 0 referto · Svezia · Stadion De Vijverberg (11 106 spett.) …
Nazionale di calcio femminile · ‎Qualificazioni al campionato …

Al secondo una pagina della UEFA in lingua italiana che se al 7 di agosto offriva contenuti conformi a quelli dell’anteprima

2)     UEFA Women’s EURO – UEFA.com

it.uefa.com/womenseuro/index.html

Unisciti alla famiglia del calcio europeo oggi! … Finale: Olanda-Danimarca, tutto esaurito · Scelti gli arbitri per la finale di domenica … Jensen costretta a saltare la finale per infortunio; Scarica l’app del calcio femminile … I dieci gol più belli UEFA Women’s EURO 2017 … La Squadra ufficiale di UEFA Women’s EURO 2017.

nei giorni successivi si aggiornava includendo, oltre al risultato, approfondimenti sui gol più belli, sull’assegnazione di premi alle migliori giocatrici e altre notizie.

Andando avanti il numero delle anteprime includenti la citazione del risultato della finale o della sola vincitrice è aumentato, senza però spostare molto il quadro che via via si è andato costruendo, giacché, in un sistema ad accesso rapido e consumo immediato delle informazioni, l’assenza di citazione del main topic nel sunto restituito da una ricerca effettuata per mezzo di un motore di ricerca risulta decisivo per la scelta di proseguire con la lettura dell’articolo di rinvio o di altre anteprime o di abbandonare.

Difficile, innanzi a una ricostruzione del genere, ancorché provvisoria, non porsi delle domande su come tentare di creare un cortocircuito in grado di infrangere un simile rapporto da specchio a doppia faccia, con da una parte i lettori a rispecchiarsi nelle narrazioni dei giornali e, dall’altra, i giornali a rispecchiarsi nei propri lettori e a costruire per essi narrazioni che ne rispecchino gusti e attese.

* La cronaca in Germania
Per quel che riguarda il mondo tedesco, e la relativa stampa, la prima sensazione è di un’attenzione presente, soprattutto se confrontata con quella esaminata nella stampa italiana. La squadra nazionale di calcio femminile ha un seguito, e non solo femminile, nel pubblico tedesco; i risultati lo dimostrano, e soprattutto l’incremento dei fondi e del giro economico attorno alla squadra. Per questo motivo, nella ricerca, si era convinte di trovare una situazione molto diversa, e positiva; tale ipotesi è stata sì confermata per il numero di articoli trovati, ma consapevole che la strada da percorrere per il calcio femminile sia ancora lunga, così come quella della relativa rappresentazione delle calciatrici ed allenatrici nel mondo della stampa tedesca.
Nell’analisi si è partite dalla ricerca su Google, come per la lingua italiana, digitando la stringa ‘Frauenfussball Europafinale’; la ricerca è stata effettuata, come stabilito, in data 7 agosto 2017. Le occorrenze trovate sono state 826.000. Riportiamo qui le prime dieci, notando che il primo risultato è di un quotidiano generalista, diffuso in tutta la Germania, che verrà analizzato in seguito, la Frankfurter Allegemeine Zeitung, il secondo un brano della mediateca del secondo canale televisivo federale, il terzo un articolo del settimanale Spiegel, ad alta diffusione, e solo il quarto un articolo di un canale sportivo; nemmeno il quinto riferimento è legato ad un quotidiano sportivo, ma ad un settimanale. Nell’elenco riportato qui sotto non è presente nemmeno un quotidiano sportivo. Tale osservazione ci porterà ad ipotizzare una forte presenza dei temi sportivi anche nei quotidiani generalisti, e di conseguenza, la scelta della costituzione del corpus allontanandosi in parte dai criteri previsti per l’italiano e l’inglese

1.   Niederlande gewinnen Titel bei Frauenfußball-EM 2017 – Faz.net
http://www.faz.net › Sport › Frauenfußball-EM

06 ago 2017 – Oranje nutzt den Heimvorteil zum Gewinn der Fußball-EM der Frauen.

… Finale der Frauenfußball-EM Niederlande feiern rauschendes Fest.

2.   Finale der Frauenfußball-WM 2017 – ZDFmediathek
https://www.zdf.de/sport/zdf…/uefa-frauen-em—finale-100.htm…

     06 ago 2017 – Übertragung aus Enschede; Reporterin ist Claudia Neumann, Moderation: Sven Voss mit Nadine Angerer. Anpfiff 17 Uhr.

3.   Fußball-EM der Frauen: Niederlande folgen Dänemark ins Finale …
http://www.spiegel.de › … › Fußball-EM der Frauen 2017

     03 ago 2017 – Gastgeber Niederlande und Dänemark bestreiten am Sonntag das Finale der Frauenfußball-Europameisterschaft (17.00 Uhr/Liveticker …

4.   Frauen-Fußball: SC Sand und VfL Wolfsburg im Pokal-Finale – Sport1
http://www.sport1.de/fussball/…/frauen-fussball-sc-sand-nach-sieg-ge…

16 apr 2017 – Leverkusen und Freiburg sind raus: Der SC Sand steht zum zweiten Mal in Folge im Finale des DFB-Pokals – und erneut geht es gegen den …

5.   Fußball-EM der Frauen So sehen sie das Finale Niederlande … – Focus
http://www.focus.de › Digital

     06 ago 2017 – Die DFB-Elf ist leider nicht mehr dabei, trotzdem verspricht das Finale der Frauenfußball-EM 2017 spannend zu werden. So können Sie das …

6.   Frauenfußball-EM 2017: Finale fix: Niederlande gegen Dänemark …
http://www.fr.de › Sport › Fußball-Wettbewerbe › Frauen-Fußball

     03 ago 2017 – Die Gastgeberinnen aus den Niederlanden folgen den Däninnen ins Finale der Frauenfußball-Europameisterschaft 2017

7.   Frauen-EM: Die Fußballnation Holland ist weiblich | ZEIT ONLINE
http://www.zeit.de › Sport – Traduci questa pagina

     06 ago 2017 – Im Finale gegen Dänemark ist erstmals ein EM-Titel möglich. … An Talent hat es im holländischen Frauenfußball schon länger nicht gemangelt, …

8.   Frauenfußball: Niederlande und Dänemark bestreiten EM-Finale
http://www.t-online.de › Nachrichten

     06 ago 2017 – Enschede (dpa) – Heute geht die Fußball-Europameisterschaft der Frauen in den Niederlanden zu Ende. Im Finale stehen sich am Nachmittag …

9.   UEFA Women’s Champions League – UEFA.com
de.uefa.com/womenschampionsleague/

     Die UEFA fördert, schützt und entwickelt den europäischen Fußball in ihren 55 … Auf der Seite finden sich aktuelle Fußball-News aus Europa, Tore, ein …

10. Frauenfußball-EM: Niederlande gewinnen Finale gegen Dänemark …
http://www.br.de › … › Themen › Sport › Fußball › Frauenfußball

     06 ago 2017 – Die Niederlande sind neuer Europameister im Frauenfußball. Der EM-Gastgeber setzte sich im Finale gegen Deutschland-Bezwinger …

Questa veloce ricerca mostra che già il giorno della finale sono molte le notizie sull’evento, e diverse le testate che se ne occupano.

La ricerca è stata approfondita il giorno successivo su alcuni quotidiani generalisti, di diverso orientamento politico, e molto diffusi in Germania, selezionati con l’intento di avere un quadro di risultati quanto più possibile sovrapponibili a quelli degli altri due paesi: la Sueddeutsche Zeitung, diffusa soprattutto al sud, la Frankfurter Allgemeine Zeitung, la Tageszeitung e la Bild Zeitung.

Nella ricerca si è utilizzato il periodo che va dal 7 agosto fino alla prima occorrenza relativa alla parola chiave. La parola chiave utilizzata per la ricerca è ‘Frauenfussball’, calcio femminile.

1)    Süddeutsche Zeitung

Nella Süddeutsche, giornale generalista diffuso soprattutto nella Germania del sud, e con una prospettiva politica più di sinistra, i risultati sono 1334, e il periodo si conclude il 10.9.2007; il giorno designato riporta due articoli, uno sotto il titoletto Frauenfussball, l’altro sotto Fussball. Già il titolo mostra un impegno “politico” sulla diffusione del calcio femminile, perché considera che il livello raggiunto anche da altre squadre è salito. L’articolo ripercorre le tappe degli europei dal 1984 ad oggi, indicando le vincitrici e i punteggi raggiunti. Si sofferma sull’allenatrice, al suo primo incarico, ma anche sul fatto che la federazione tedesca abbia portato al campionato il maggior numero di iscritte (61 giocano nella Bundesliga con contratto, a differenza delle 40 della League inglese)

Triumph der Anderen

“Toll, dass mal nicht Deutschland gewonnen hat”: Der EM-Titel für die forschen Niederländerinnen beweist, dass das Niveau im europäischen Frauenfußball gestiegen ist.

Acht Mal Deutschland: Alle EM-Endspiele im Frauenfußbal

L’altro articolo si concentra invece sulla vincita delle olandesi. Interessante il commento del primo ministro, riportato nell’articolo che indica queste donne come modello per i modi di interagire, per la costruzione di una squadra, per come ciò diverte e allo stesso tempo fa vincere. Anche in questo articolo si ribadisce come tale vittoria sia un passo significativo per il riconoscimento del calcio femminile, che comunque ha bisogno di investimenti e di cariche ricoperte da donne all’interno della federazione. Partendo dalla fiducia in se stesse.

Niederlande feiern die Fußball-Europameisterinnen

Il terzo articoletto – un comunicato stampa –  è la notizia del commento del primo ministro, che congratulandosi con le giocatrici, sottolinea come esse abbiano scritto la storia

Niederländischer Regierungschef nach EM-Sieg begeistert

2) TAZ – die Tageszeitung

Nella Tageszeitung, giornale generalista esplicitamente di sinistra, volutamente anti establishment, mantenendo la stessa parola chiave le occorrenze sono 102 e risalgono fino al 22.10.1990. Se invece si utilizza la stringa ‘Frauenfussballfinale’, con data 7 agosto, sono due gli articoli presenti con titoli che non riguardano gli aspetti né relativi al sesso, né di spettacolo, ma, anzi, usano il risultato per mettere in evidenza come il calcio femminile, in altri paesi, stia acquistando un ruolo più importante.

L’articolo parte con la descrizione di una partita di calcio femminile giocata alle falde del Kilimangiaro per risvegliare l’attenzione sul ruolo del calcio femminile. Solo dopo questa introduzione l’articolo affronta il tema del calcio femminile e riferisce i numeri del calo delle società e dei fan che frequentano le partite, sottolineando come una tale possibile vincita potrebbe aumentare le presenze e l’interesse del pubblico. Emerge la preoccupazione delle calciatrici soprattutto riguardo alle squadre minori e giovanili.

Anche la foto rappresenta correttamente la realtà; si tratta di un momento di un allenamento, senza nessun riferimento a fattori extrasportivi.

Fussball-Europameisterschaft der Frauen

Kicken um Aufmerksamkeit

Titelverteidiger Deutschland ist bei der EM in den Niederlanden mal wieder Favorit. Doch anderswo wächst der Stellenwert des Sports schneller.

Am Sonntag geht es los: Lotta Schelin (rechts) macht sich warm

L’articolo riflette sul fatto che gli investimenti in ambito di calcio femminile siano aumentati di quattro volte (8 milioni) rispetto agli ultimi campionati e sulla diffusione delle squadre di calcio femminile che via via si formano accanto a quelle maschili di maggior prestigio.

Commenta come il calcio femminile possa venir usato come strumento di marketing per le squadre maschili.

Il secondo articolo, che per importanza nella collocazione del giornale e per il completamento di un’altra immagine, sta allo stesso livello del primo qui illustrato, della prima pagina, è un articolo che descrive la finale, le competenze delle giocatrici, ma aggiunge anche riflessioni sulla necessaria diffusione della pratica di questo sport, offrendo altresì soluzioni, come la costituzione di squadre miste per ragazzi e ragazzi di 9-10 anni, e l’ampliamento del numero di allenatrici.

Niederlandes Sieg bei der Fußball-EM

„Einfach besser”

Die Fußball-EM hat ihren verdienten Sieger gefunden und die Hierarchie des Sports komplett durcheinandergewirbelt.

Nicht nur Vivianne Miedema und Lieke Martens jubelten am Sonntag

3) BILD

La Bild è un quotidiano generalista, assimilato dalla sensibilità comune a un ‘Boulevard Zeitung’, un giornale che ‘grida i titoli’, mette in evidenza gli scandali e attira il pubblico con molte fotografie.

La ricerca condotta con la parola chiave ‘Frauenfussball’ restituisce 375 occorrenze che risalgono fino al 21.09.2007 (attenzione però, alcuni articoli sono riportati più volte (edizioni locali), quindi le occorrenze sono di meno. In molti articoli, e soprattutto nei titoli, si gioca intorno al tema sessuale e a questioni che non hanno diretta importanza per il tema sportivo, come l’outfit delle atlete, le loro storie amorose o altro.

Gli articoli presentano sempre molte foto e poco testo.

La ricerca in data 7.8.17 dà due titoli, datati al 6 agosto: il primo è composto di 5 foto ed il testo di norma commenta l’immagine, che ha già un titolo.

TORWARTFEHLER ENTSCHEIDET FINALE

Holland kullert sich zum EM-Titel

Oranje jubelt! Es ist der erste EM-Titel überhaupt für die niederländischen Fußball-Frauen

06.08.2017 – 18:54 Uhr

Di norma, le righe di spiegazione della foto riprendono il titolo proposto (come nell’esempio di un’immagine in cui la portiera si lascia scappare la palla di un rigore). Al verbo utilizzato aussehen corrisponde il primo significato di ‘apparire’, quindi fisicamente: nicht gut aussehen significa in primo luogo ‘non essere belli’. In senso metaforico, ‘non fare una bella figura’.

Schwupps, weg ist der Ball: Dänemarks Torhüterin Stina Petersen sah beim holländischen Treffer zum 3:2 nicht gut aus

51. Minute: Freistoß zentral aus 20 Metern. Sherida Spitse schiebt ihn per Kullerball rechts ins Tor. Da sieht Torfrau Stina Petersen nicht gut aus, die sich hinter der Mauer “versteckt”.

Il secondo articolo, che nonostante la forte presenza di immagini, è costituito da più testo, rielabora i commenti degli anni Settanta di un commentatore di calcio, Wim Thoelke. Anche in questo caso si gioca con le parole; “decken decken… nicht Tischdecken”, ‘apparecchiare la tavola’, attività che evidentemente negli anni Settanta era indicativa per le donne. In questo caso però il senso è quello di ‘proteggere, coprire una giocatrice o la porta’.

L’introduzione al testo di Bild, nel riportare i commenti degli anni ‘70, è significativo: “alcuni commenti sono sessisti, altri “saulustig” (stradivertenti)”.

L’articolo si chiude però con una brevissima sintesi dei successi al femminile, e l’articolista nomina “le nostre donne”, elencando gli otto campionati europei vinti e la medaglia olimpica.

EM-FINALE OHNE DEUTSCHE BETEILIGUNG! HIER GIBT’S TROTZDEM DEUTSCHE FUSSBALL-FRAUEN

„Decken, decken – nicht Tischdecken!”

Legendärer ZDF-Kommentar aus dem Jahr 1970 von Wim Thoelke

ZDF-Moderator Wim Thoelke lässt sich 1970 den Frauen-Fußball erklären

06.08.2017 – 16:55 Uhr

Dänemark trifft auf Holland! Das Finale der Fußball-Europameisterschaft der Frauen!

BILD zeigt trotzdem deutschen Frauen-Fußball: Auszüge aus einem Spiel der DFB-Damen-Elf von 1970, die im „Aktuellen Sportstudio” des ZDF ausgestrahlt wurden. Der Kommentar des legendären Wim Thoelke (†68, „Der große Preis”) ist bis heute unvergessen.

Il giornale riporta i commenti molto sessisti (“si lavano da sole le magliette”, “libera da occupazioni per la casa, il marito e i bambini, gioca da libero”); del resto, nel 1955, il DFB proibì il calcio femminile per paura di contraddire la morale e danneggiare il corpo delle donne. Il divieto è stato sospeso solo nel 1970, ma con la clausola obbligatoria di interruzione invernale di sei mesi, per conservare il corpo, di natura più debole rispetto all’uomo. Anche i palloni erano più piccoli e più leggeri, mentre era vietato portare scarpette chiodate. Inoltre, il tempo di gioco era ridotto a 70 minuti. È del 1974 la prima squadra ufficiale femminile, del 1982 la prima partita internazionale fra Germania e Svizzera. Oggi la nazionale tedesca ha vinto 8 campionati europei, 2 campionati mondiali e un oro alle olimpiadi di Rio.

4) FAZ

La Frankfurt Allgemeine Zeitung è un quotidiano ad alta diffusione, di stampo molto conservatore, come denota anche la cura linguistica dei suoi testi – ma allo stesso tempo la rigidità che impone l’attenzione alla norma ortografica impedisce di individuare risultati online, come si vede nell’esempio seguente. La ricerca è stata effettuata con gli stessi termini di quelle precedenti, ma alla parola chiave ‘Frauenfussball’ risponde solo con due occorrenze fino al 14.4.2001. Modificando l’ortografia, alla ricerca ‘Frauenfußball’ appaiono invece 126 articoli, fino al 21.06.2001.

Il 7 agosto troviamo 2 articoli scritti dallo stesso redattore sportivo, ben strutturati e con alcune immagini, datati 6, il giorno della gara.

Vor dem Frauenfußball-Finale

„Ons EK” und die Pässe der Nummer 14

Jackie Groenen, zentrale Mittelfeldspielerin ihre Teams, scheint vor dem Finale der Frauenfußball-EM von der in Holland magischen Zahl 14 auf ihrem Rücken beflügelt.

06.08.2017, von DANIEL MEUREN, ENSCHEDE

Finale der Frauenfußball-EM

Niederlande feiern rauschendes Fest

Oranje nutzt den Heimvorteil zum Gewinn der Fußball-EM der Frauen. Der Erfolg könnte einiges in Bewegung setzen. Auch Bundestrainern Steffi Jones sollte Lehren ziehen aus dem Erfolg der Gastgeberinnen.

Entrambi gli articoli descrivono le azioni di gioco, con qualche citazione delle protagoniste, in modo oggettivo e con un linguaggio adeguato al testo.

5) KICKER

Il giornale Kicker online è principalmente pensato per i tifosi di calcio, sebbene ormai tratti di più sport, ed è stato consultato il 7.8.17 con la parola chiave ‘Frauenfussball’ all’interno della sezione dedicata al calcio. Non sono state trovate occorrenze. Cercando ‘Europa Meisterschaft’ risulta invece un’occorrenza, che rientra nel numero delle occorrenze trovate con la ricerca ‘Finale’, ricerca che restituisce 4 risultati di cui solo due riferiti, però, al calcio femminile.

Dänemark muss sich erst in Hälfte zwei geschlagen geben

Miedema sorgt für historischen Oranje-Sieg

Dank eines 4:2 – Erfolgs im Finale gegen Dänemark sicherten sich die niederländischen Frauen den ersten EM – Titel in ihrer Geschichte. In einem vor allen Dingen in der ersten Hälfte hochklassigen Endspiel setzten sich die spielstarken Gastgeberinnen aufgrund größerer Durchschlagskraft verdient durch.

L’altro articolo è una sintesi dei titoli della stampa olandese.

Pressestimmen zum EM-Triumph der niederländischen Frauen

“Sommermärchen! Der Traum ist wahr geworden”

Voller Begeisterung schrieb die niederländische Presse über den EM-Titel ihrer Fußball-Frauen. Unter die vielen positiven Zeilen mischten sich aber auch Erwartungen und Hoffnungen.

Begeisterung in Holland.

Si trovano inoltre altre fotografie e rimandi alla partita e al suo risultato sotto la voce:

Weitere News und Hintergründe

* Una conclusione provvisoria

Analizzando gli articoli, differenziati per quotidiano di riferimento, si nota una forte presenza della notizia cercata, e in generale, riportata senza troppe connotazioni sessiste o di genere. In molti articoli viene notata e messa in evidenza la maggior difficoltà, anche economica, del calcio femminile rispetto a quello maschile, e vengono indicate vie per il miglioramento della situazione. Il campionato europeo fornisce naturalmente occasione di confronto fra i diversi paesi, soprattutto fra Paesi Bassi, Germania, Danimarca e Regno Unito.

Per avere ulteriori elementi di confronto, si è verificato quanto pubblicato dal Comitato olimpico nazionale tedesco (DOSB), che nella sua ultima relazione sulla parità di genere nello sport, pubblicata annualmente, nota che sono in atto processi attivi di riequilibrio di genere, per esempio attraverso le quote di almeno il 30% di rappresentanza negli organi istituzionali, misura che è stata approvata all’unanimità nell’assemblea dei delegati e delle delegate, come auspicato dal CIO nell’Agenda olimpica del 2020.

Sebbene i dati siano positivi e stiano sicuramente migliorando, il DOSB mette in evidenza come ancora siano carenti soprattutto per cariche onorifiche, per arbitre e per allenatrici qualificate.

I dati sono così riassunti: [11]

• Nel consiglio di amministrazione è rispettata la quota del 30%

• così come per le cariche nelle diverse commissioni

• la segreteria del DOSB ha una percentuale del 57,2 %, che scende al 20% se si tratta di posizioni stabili a tempo pieno

• nei direttivi delle singole organizzazioni le donne sono sottorappresentate, solo alcuni di loro arrivano al 30%. Ciò significa che le donne non partecipano in modo adeguato alla gestione dei direttivi

• più donne sono presenti come lavoratrici stabili presso le organizzazioni afferenti; almeno la metà del personale è rappresentato da donne

• ciò però non si rispecchia a livello direttivo, in cui molte federazioni lavorano senza donne

• le donne sono sottorappresentate anche nelle assemblee o nelle principali commissioni del DOSB

Nella formazione da allenatrici, inoltre, le donne sono meno del 20%, sia a livello professionistico che a livello amatoriale. Nelle organizzazioni del calcio, le donne sono rappresentate, infine, a livello dirigenziale, solo con un 3.9%.

Esiste una relazione, riferita però al 2007/2008, relativa allo sviluppo e alla presenza delle donne e delle ragazze a livello sportivo.

Si riporta qui una tabella che indica lo sviluppo nelle società sportive[12]:

Numero di partecipanti femminili nelle società sportive

Classe di età / Valore medio / Mediana / Totale
Fino a 6 anni / 7,0 / 0 / 650.000
Da 7 a 14 anni / 23,6 / 6 / 2.200.000
Da 15 a 18 anni / 9,2 / 4 / 850.000
Da 19 a 26 anni / 8,6 / 4 / 800.000
Da 27 a  40 anni / 15,1 / 8 / 1.400.000
Da 41 a 60 anni / 26,0 / 13 / 2.400.000
Sopra i 60 anni / 14,4 / 4 / 1.300.000
totale
103,8 / 50 / 9.600.000
Fonte: https://www.dosb.de/fileadmin/fm-dosb/arbeitsfelder/wiss-ges/Dateien/2010/Siegel-SEB-Maedchen_und_ Frauen_ 2007 _08.pdf (adattata)[13]

È interessante verificare che le donne si trovano soprattutto in tre sport: la ginnastica, gli sport a cavallo, la danza sportiva e, con un po’ di distanza, proprio il calcio. Sebbene quindi, come mostrato nella analisi precedente, il calcio femminile sia abbastanza ben rappresentato nella stampa, la presenza femminile in questa disciplina sportiva è ancora poco presente.

*** Leonesse Regine. Women Football nel Regno Unito.

La stagione calcistica 1997-98 stava per dare i suoi verdetti a livello nazionale, la Coppa del Mondo di calcio maschile sarebbe cominciata in meno di due mesi quando un episodio sulla giovane TV satellitare Sky Sports, nata soltanto sette anni prima, segnò un momento di passaggio fondamentale. Prima di presentare il main course della serata, con le finali di F.A. Cup maschili – sia junior che senior – e partite che avrebbero deciso il destino della Premier League, i due introducono un antipasto dal sapore ‘slapstick’, commentando gli highlights della finale di F.A. Cup femminile disputatasi poche ore prima che aveva visto l’Arsenal prevalere sul Croydon.[14]

Se il tasso tecnico di alcuni frangenti di gioco poteva apparire non appropriato a una finale di una delle competizioni – in ambito maschile – più prestigiosa del calcio in assoluto[15], il modo e i toni derisori assunti da Andy Gray e Richard Keys andarono ben oltre un ipotetico standard di ironia e rappresentarono un episodio chiave in termini di sessismo nella storia del sobrio giornalismo del Regno Unito. I due – non nuovi a episodi del genere – si lasciarono andare a risolini da scolaretti delle scuole medie mentre commentavano le azioni della finale, esagerando nel rimarcare alcuni gesti goffi compiuti dalle calciatrici, che, a ben pensare, non differivano poi tanto dalle azioni di gioco che proprio in quegli anni il gruppo della Gialappa’s Band sull’emittente Italia Uno derideva e che avevano proprio in un giocatore inglese, John Fashanu, l’inconsapevole protagonista.

Quell’episodio è passato tutt’altro che sotto silenzio ed è stato ripreso nel 2011 quando, a seguito di commenti sessisti – questa volta non in diretta ma resi noti tramite una serie di leak –  su una guardalinee a loro avviso rea di aver chiamato erroneamente un fuorigioco, i due furono allontanati da quello che era stato il loro regno incontrastato per quasi due decenni.[16]

Se l’episodio del 2011[17] assume contorni paradossali nel momento in cui all’uso da parte dei due commentatori di uno dei cliché più diffusi per prendere in giro l’approccio femminile alle regole del calcio si contrappone l’effettiva correttezza della chiamata, successivamente dimostrata dalla moviola, la fine dell’era Gray-Keys è il segno di un atteggiamento differente nei confronti della comunicazione di genere nel giornalismo sportivo inglese, tendenza che va di pari passo con un crescente interesse mediatico e di pubblico nei confronti di tutto il movimento calcistico femminile del Regno Unito.

Non c’è quindi da rimanere sorpresi se l’episodio del 1998 – che per la verità rappresenta una sorta di pietra miliare dello scandalo che ancora oggi genera discussioni e commenti sui social[18] –  è stato citato per introdurre proprio questo rinnovato interesse nei confronti del calcio femminile nei giorni in cui la rappresentativa inglese rappresentava la nazione al Campionato europeo di calcio femminile svoltosi in Olanda.

Presenters Richard Keys and Andy Gray made little attempt to contain schoolboy giggles when they presented brief highlights of the Women’s FA Cup final as a short aside before wrapping up their Premier League show 19 years ago.

How times have changed. The growth in stature of women’s football in the years since is evident in the starkly contrasting coverage of England Women at this summer’s Women’s European Championships in Holland on Channel 4.

The Lionesses have attracted millions of viewers on their way to the cusp of a quarter-final place, even supplanting ubiquitous reality show du jour Love Island in terms of viewing figures.

Around 2m viewers are thought to have tuned in to catch England’s opening game against Scotland last week. In their curtain-raiser against Spain four years earlier, just 842,000 watched the Lionesses live on BBC 3.

The women’s game is still riding a wave that swelled two years ago when Mark Sampson’s side arrested public attention by recording the best World Cup performance by a senior England team since 1966: a semi-final place (http://www.cityam.com/269304/seizing-moment-lionesses-media-clout-catalyst-growth-womens).

L’articolo, apparso sul quotidiano City A.M., un diffusissimo freepress di ambito economico, dal titolo “Seizing the moment: How Lionesses’ media clout is a catalyst for growth in women’s football”, fin dal suo attacco propone interessanti spunti di riflessione sullo stato dell’arte della percezione del football femminile inglese, a cominciare dal nome che viene dato alla squadra nazionale, Lionesses, la semplice versione al femminile dei Lions, con cui si identifica di prassi la nazionale inglese di qualsiasi sport di squadra nella comunicazione in generale.

Nessun segno di deminutio, quindi, ma una semplice variazione di genere (riconosciuta universalmente e non invenzione estemporanea dell’autore, a scanso di equivoci).

Altre parole chiave nel titolo a svelarci sia il contenuto che l’orientamento generale dell’articolo sono clout associato a media, e growth: i due termini, particolarmente connotati in campo economico, l’ultimo particolarmente ricorrente, suggeriscono la crescente rilevanza mediatica che le leonesse stanno incontrando, rilevanza mediatica che è causa e conseguenza al tempo stesso della crescita di tutto il movimento. Il primo, in particolare, è interessante per la sua natura colloquiale e per la sua accezione più usata, che rimanda all’idea di manata, manrovescio, quasi a suggerire uno schiaffo all’atteggiamento sessista e presupponente rappresentato nell’episodio del ‘98.

L’autore dell’articolo continua fornendo dati sullo stato dell’arte dell’audience del calcio nazionale ed evidenziando quello che definisce un contrasto estremo, quasi severo, stark, tra quei circa due milioni di spettatori che hanno preferito l’ennesimo e onnipresente reality show e i risolini ironici di Keys e Gray. Il dato interessante sta nel fatto che le imprese delle Lionesses, sia quelle del presente campionato europeo che quelle dei mondiali del 2015, sono considerati risultati sportivi equiparati a quelli della nazionale maschile; anzi, se ne sottolinea la superiorità in campo europeo e mondiale.  L’autore – nel fornire il dato di audience che vide 2.4 milioni di telespettatori davanti al teleschermo nonostante l’ora tarda del calcio d’inizio – ricorda come la semifinale raggiunta dalle calciatrici inglesi nei mondiali del 2015 in Canada è stato il miglior risultato sportivo di una nazionale inglese di calcio dagli anni ‘60, dall’epoca in cui le controverse imprese della nazionale maschile di Alf Ramsey erano capaci di accendere gli entusiasmi degli inglesi. Un confronto che ricorre spesso nei commenti alle imprese delle Leonesse.

Logica conseguenza dell’aumento dell’audience è l’interessamento di investitori e televisioni – elementi vitali del ‘sistema calcio’ contemporaneo – quali Channel 4, che cercherà di strappare i diritti delle partite femminili internazionali al broadcaster tradizionale rappresentato dalla BBC, per farne un ‘mainstream must-have’, espressione che descrive quello che è il calcio fruito in molte delle sue forme e declinazioni.

Il calcio femminile è, dunque, mainstream, un qualcosa che inizia ad essere di fruizione comune, che fa audience e tendenza e che, di conseguenza, genera introiti, se non a livello di quello maschile, sicuramente facendo registrare una forte crescita su tutta la linea, come dimostra il grafico che lo stesso giornalista inserisce nell’articolo e che riguarda proprio quella Women F.A. Cup che i due anchormen della BBC avevano deriso.

Fonte: Cityam.com

Anche se il dato non riguarda l’audience televisiva ma la partecipazione allo stadio, è certamente molto determinante, al punto di assicurare al calcio femminile inglese un futuro, un ‘clout’ a quella ‘soundtrack mockery’ subita nel 1998.

L’articolo su menzionato, redatto dopo la partita che ha visto esordire la nazionale inglese a Euro 2017 contro la Scozia, va a guardare le ricadute in termini economici di quello che è un movimento in piena crescita nonostante la presenza di alcune resistenze di ordine culturale – che l’autore stesso non dimentica di menzionare[19] –  e che come tale è percepito dall’audience e trattato dai media.

Certamente incentivata dai risultati positivi a cui si accennava prima, la presenza del calcio femminile sui media è più che tangibile ed è sufficiente una ricerca che associ i lemmi ‘women, football’ e un evento, una testata giornalistica o un nome, per trovarsi davanti a centinaia di entries che rimandano a un numero considerevole di articoli. Portali di testate quali BBC e The Guardian hanno una sezione dedicata al calcio femminile[20] che contiene risultati e classifiche dei campionati femminili, notizie che vanno dal calciomercato, ai tornei internazionali, alla cultura e al gossip legato al calcio femminile. Il portale della BBC in special modo presenta anche una sezione dedicata alle clip video con estratti dai social network che completano le highlights delle partite e le interviste alle protagoniste e ai protagonisti, mentre quello del Guardian offre sezioni cronologiche con le notizie salienti di quasi ogni giorno.[21]

*** Di finale in finale

Il 3 agosto 2017 il sogno inglese di vedere una nazionale di calcio disputare una finale di un campionato di calcio si infrange contro il solido muro delle ragazze olandesi, che volano in finale contro la Danimarca. Nonostante la delusione nazionale, i media britannici continuano a dedicare uno spazio consistente agli sviluppi del torneo, documentando la finale che si gioca il 6 agosto con cronache live, statistiche e commenti. Si è scelto di valutare l’impatto della lingua e della narrazione sulle pagine online della BBC, del Guardian, del London Evening Standard – storico freepress – e del Daily Mail, uno dei tabloid più diffusi. Non essendo i quotidiani sportivi propriamente detti i più letti e diffusi, sì è preferito orientare la scelta delle fonti su una pluralità di tipologie di quotidiani, includendo la BBC per la particolare attenzione rivolta alla diffusione delle notizie sul calcio femminile in generale.

Una prima superficiale analisi ha tenuto conto delle quantità. La BBC ha descritto la finale degli Europei 2017 con un articolo di 789 parole contro le 1287 utilizzate per la finale maschile dell’anno precedente. Il Guardian ha usato 769 parole contro 902, l’Evening Standard 268 contro 766 e il Mail 363 contro 917. In termini strettamente numerici soltanto la cronaca del Guardian assicura uno spazio quantitativamente simile tra finale maschile e femminile, con uno scarto di meno di 200 parole. Gli altri media presi in considerazione registrano una cronaca più prolissa nel descrivere la finale maschile che quella femminile con uno scarto medio di 500 parole circa.

Non essendo state rilevate differenze nei registri linguistici utilizzati per raccontare le due finali, è interessante andare a vedere più nel dettaglio come sono state utilizzate quelle 500 parole di scarto dai diversi organi di informazione.

La BBC utilizza pochissimi tecnicismi in entrambe i casi – ammesso che oggi ci si possa riferire ad espressioni quali equalizer, oppure hit the bar, ad esempio, come a tecnicismi; vanno piuttosto considerati come espressioni di uso comune provenienti dal linguaggio calcistico. Lo spazio dedicato alla cronaca della partita è molto limitato per tutti e due i match (82 parole vs 95). La differenza la fanno una serie di eventi e personaggi che attirano certamente più audience delle azioni di gioco che, a onor di cronaca, erano già state proposte dai live feed, come accade del resto sui media online in generale.

Negli articoli della BBC[22] la differenza a favore della finale dei maschi finiscono per farla Cristiano Ronaldo, il Bataclan e le falene. Se è fatto noto l’infortunio occorso al fuoriclasse portoghese, che lo ha costretto ad abbandonare il terreno di gioco dopo 24 minuti per rimanere in panchina ad offrire la sua sofferenza a fotografi e cameramen di tutto il mondo, meno di dominio pubblico è l’invasione di falene di qualche ora prima del fischio d’inizio, episodio su cui l’autore dell’articolo spende 121 parole. Più approfondito – e, verrebbe da dire, appropriato, anche se marginale rispetto all’argomento calcio – risulta il riferimento al trauma dell’attacco alla capitale francese del novembre 2015 che, riferisce l’autore, vide il portiere Lloris aiutare i feriti durante quelle drammatiche ore e di cui, sempre secondo l’autore, i giocatori si sono in qualche modo portati appresso il peso che non ha consentito loro di giocare in modo sereno e avvantaggiarsi della prematura uscita dal campo di Ronaldo. Il tutto in 196 parole. Difficile quantificare i riferimenti al campione portoghese e alla sua “Extasy and Agony” descritta a tratti con enfasi drammatica[23], in quanto pervadono – e a tratti appesantiscono – tutto il testo.

Caratterizzato da uno stile più asciutto e da frasi più brevi, l’articolo di BBC che descrive la finale femminile si concentra più su dati statistici che riassumono la partecipazione del pubblico, le nazioni più titolate e le giocatrici più prolifiche.

It sparked a party atmosphere inside the FC Twente Stadion where virtually every home supporter was wearing the national team colour of orange.

[…]  The Netherlands had never reached the final of a major tournament, with their previous best performance coming when they reached the semi-finals of the 2009 European Championships.
[…] The Dutch had won all of their games at the tournament leading up to the final, conceding just once in five matches, and beating England in the last four.[24]

La presenza di due ‘football legends’ quali Van Basten e Van Gaal, l’aspetto mondano ed extra calcistico e lo spazio per le opinioni dei protagonisti e degli esperti è limitato a poche decine di parole e in questo, proporzionalmente, si equivale con quello dedicato alle medesime tematiche nell’articolo sulla finale del 2016.

Le due cronache prodotte dal Guardian[25] rispecchiano uno stile più tradizionale di raccontare una partita di calcio, sicuramente meno legato all’idea che il lettore possa informarsi sulle azioni di gioco consultando il live feed, con una narrazione che integra i vari aspetti che caratterizzano la partita – tecnico, sociale, politico, etc… – intersecandoli tra di loro in modo omogeneo. Di conseguenza, lo spazio dedicato alle azioni di gioco è molto più elevato rispetto a quello della BBC e la sostanziale parità in termini di numero di parole fa sì che il lettore possa avere un quadro esaustivo delle due partite sotto tutti i punti di vista.

Interessante notare come – nella cronaca del 2017 – le calciatrici diventino personaggi molto più definiti di quanto accada in altre cronache, come ad esempio dimostra la succinta ma esaudiente menzione della storia della difenditrice di origine afgana naturalizzata danese[26], o l’accenno a una cifra di ingaggio dell’ala sinistra olandese, paragonata con elegante ironia a Neymar, sia per le doti tecniche brevemente descritte, sia per la cifra di ingaggio, ovviamente mutatis mutandis.[27]

L’altro aspetto interessante della cronaca sono dei lievi ma significativi accenni alla questione del genere: l’autore apre la sua narrazione definendo la partita una “peerless advertisment for women football”[28], usando l’aggettivo peerless dove l’uso comune avrebbe forse suggerito il diacronico unprecedented, quasi a sottolineare l’idea di un evento ‘senza pari’ in termini sincronici, assoluti. La seconda osservazione di genere definisce l’Olanda un paese scettico sul calcio femminile che sta cambiando idea; il dato rilevante è che la cartina al tornasole di tale cambiamento è data dalla percezione del pubblico maschile.[29]

Stupisce poco o nulla lo spazio dedicato alle imprese – più psicologiche che sportive – del Ronaldo Ferito, fil rouge che lega la cronaca del Guardian della finale di Euro 2016 e che influenza parzialmente la voce narrante.

Has any player been through as many contrasting emotions in the space of a major final? Ronaldo was in tears when he left the pitch with his damaged knee in the first half. He had tried desperately to carry on and when he finally accepted it was futile it felt like a grievous setback to Portugal’s hopes […] The final was deprived of its main attraction and at that stage it was tempting to wonder whether his team-mates truly believed they could cope.
[…] At times, sans Ronaldo, it seemed like they did not entirely believe in their own ability to get behind the French defence and that conservatism certainly suffocated parts of the games as a spectacle.[30]

Al di là dell’uso drammatico delle conseguenze, sia sportive che mediatiche, delle quasi shakespeariane “Ronaldo’s misfortunes”, la cronaca dà spazio anche a un eroe meno celebrato che finisce per essere determinante e vivere una serata in questo caso sì unprecedented.

There were signs, however, from the 70th minute onwards that they were willing to play with more adventure. Raphaël Guerreiro, Portugal’s left-back, struck the crossbar with a free-kick in extra time – even if it should have been a foul the other way – and a couple of minutes later, the ball was at the feet of Éder, 25 yards from goal. Éder finished last season on loan at Lille and his brief time at Swansea City, having signed for £5m from Braga last summer, can probably be encapsulated by the South Wales Echo describing him as “one of the most disappointing transfer flops” in the club’s history. His shot was struck with power and precision, arrowing its way into the bottom right-hand corner of Hugo Lloris’s net. Portugal had their breakthrough and it seemed like every single member of their entourage was on the pitch to celebrate.[31]

La storia di Éder viene raccontata, come nel caso della calciatrice naturalizzata danese, con poche righe, uno stile quasi eroico (“His shot was struck with power and precision”) e si utilizza un titolo – impietoso – di un quotidiano gallese per evidenziare lo ‘stark contrast’ di un giocatore che sembrava relegato al ruolo di comparsa, essendo subentrato pochi minuti prima di compiere il suo unico gesto degno di cronaca.

Le cronache del London Evening Standard[32] registrano una discreta sproporzione tra le due finali in termini di parole spese, ma trovano la loro coerenza in uno stile che si avvicina molto alla radiocronaca. In entrambi i casi gli eventi vengono elencati in modo diretto, con un soggetto che compie l’azione (quasi sempre un calciatore o una calciatrice) e l’azione descritta quasi sempre senza particolare uso di stili retorici presi in prestito da registri o linguaggi che non appartengano al calcio.

The Danes were ahead after six minutes when Harder cut down the left and Kika van Es brought down Sanne Troelsgaard in the box.

Nadim converted from the spot but Holland were level within four minutes as Shanice van de Sanden surged past Cecilie Sandvej on the right and squared.

Miedema’s calm sidefoot did the rest as she maintained her record of scoring in all three knock-out games.
Barcelona forward Martens then put Holland ahead after 28 minutes when she controlled Desiree van Lunteren’s pass on the edge of the box.[33]

Anche in questo caso i dati statistici intervengono a interrompere il ritmo quasi serrato della cronaca del match.

Se c’è un aspetto che vede la cronaca della finale 2016 differire da quella dell’anno successivo sta nell’uso di uno stile leggermente meno scarno ed essenziale,

Holding off Laurent Koscielny, the substitute made room to get away a low effort from 25 yards out that saw Fernando Santos’ hard-working side make history.

A similar roar welcomed the players onto the field – so too a swarm of moths – as a grandiose closing ceremony was replaced by spine-tingling renditions of the national anthems at the Stade de France.

That passion and intensity carried onto the field as the match started at a ferocious tempo, with Nani first to threaten after collecting a clever ball from right-back Cedric.

It was a rare early voyage forwards by the Portuguese, with Griezmann forcing an exceptional one-handed save from Rui Patricio after 10 minutes.

Dimitri Payet’s clipped cross was met by a fine leap and instinctive header from the tournament’s top scorer, bringing a save and corner from which Olivier Giroud headed at the Portugal goalkeeper.

More worrying for Santos’ men was the sight of star turn Ronaldo on the deck, fighting back the tears.[34]

In questo esempio possiamo notare come a tratti il cronista esca dalla mera descrizione oggettiva delle fasi di gioco per convogliare nel testo emozioni e suggestioni (“roar welcomed the players onto the field”, “making history”, “instincitve header”), che, naturalmente, sono associate in buona parte al destino beffardo di CR7, la cui “star turn” lo porta a trattenere le lacrime. Anche in questo caso, come già accennato, la natura dello stile linguistico è perfettamente coerente con gli standard con cui si raccontano le varie vicende legate al mondo del calcio.

Le ultime due cronache analizzate sono state pubblicate dal Daily Mail[35], un tabloid che, come molti quotidiani inglesi di questo genere, concede tradizionalmente un congruo spazio allo sport in generale e al football in particolare.

Il resoconto della finale del 2017, nella sua stringatezza (in parole è un terzo rispetto a quella del 2016), inizia con un confronto poco incline alla clemenza:

The success of the Dutch women’s team is in stark contrast to the country’s men, who failed to qualify for last year’s European Championship in France and are struggling to reach next year’s World Cup in Russia.

La questione di genere viene in questo caso vista considerando la nazionale olandese come rappresentativa di un paese, al di là del genere di appartenenza delle calciatrici, non diversamente da come molti giornalisti inglesi hanno fatto evidenziando lo ‘stark contrast’ tra i risultati ottenuti dal coach delle Lionesses e le aspettative costantemente disattese da parte dei Lions, cosa che accade oramai da una cinquantina di anni.[36]

Il resto della cronaca mantiene uno stile che si pone a metà strada tra la cronaca quasi radiofonica dello Standard e la narrazione più complessiva adottata dal Guardian, con il cronista che si limita a ricostruire una sorta di scheletro minimale delle azioni di gioco, menzionando in modo fugace note di costume o curiosità quali la partecipazione alla partita di una calciatrice rifugiata, il numero degli spettatori e la presenza di Van Basten e Van Gaal in tribuna[37].

La cronaca della finale del 2016 differisce – oltre che per il numero di parole, circa il triplo rispetto a quelle dell’anno successivo, – come era stato per la cronaca dello Standard, per una voce qui molto più soggettiva che cerca di caricare di enfasi e suggestioni la descrizione dei frangenti di gioco. Sembra a questo punto quasi superfluo sottolineare come una consistente parte dello spazio lo occupi il fuoriclasse portoghese del Real Madrid:

The Real Madrid forward has had a mixed tournament. It began with childish carping about Iceland after Portugal had drawn their opening game 1-1 and he only came to life when he took control of his country’s semi-final against Wales in Lyon on Wednesday.

Here, though, Ronaldo saw the circle of his career completed. He may not have been on the field for much of this night, but that doesn’t really matter. He has dragged his country forward manfully for the past decade and he must have wondered – after a Euro 2004 final defeat by Greece and some close calls at the World Cup – if it was ever going to happen for him on this stage.

That’s why we saw tears. That’s why he cried when he succumbed to Payet’s challenge in the 18th minute.
[…] Ronaldo may represent part of what we don’t like about the modern game, but he represents far more about what we do. He brings us guts, glory and thrills. He cares, too. He has always cared. We may feel that this tournament has the wrong winners.

CR7 diviene nella descrizione dell’autore un personaggio altro dal calcio: un bambino che frigna (childish carping) ma che poi si tramuta in un eroe che prende il controllo della semifinale, trascina la sua nazione per un decennio, piange lacrime di dolore, produce “guts, glory and thrills”. Nulla di originale, nulla che esuli dal personaggio mediatico che si presenta come una sorta di semidio classico, sia nell’iconografia che nelle narrazioni, fenomeno di incredibile valenza mediatica e commerciale.

Il resto della cronaca prosegue alternando descrizioni del gioco a commenti soggettivi fino alla chiosa che abbraccia eroe per caso ed eroe istituzionale,

Extra-time was a non- event until Eder emerged from anonymity to win it. Ronaldo cried again as he received the trophy.

“Vamos”, he screamed as he lifted it to the sky.

con il trofeo che si alza al cielo, nel rispetto della più canonica retorica sportiva.

La echo chamber, i supereroi e il bollitore: considerazioni di passaggio.

** Negli ultimi anni, per cercare di descrivere gli effetti della diffusione dei social media sul consumo pubblico di notizie e sulla creazione di opinione intorno ai fatti da queste raccontati, si è andato diffondendo il termine, perfettamente descrittivo, di echo chamber,[38] ‘camera dell’eco’ letteralmente, ovverosia quello spazio in cui le idee che si scambiano gli utenti essenzialmente si sovrappongono.

Detto in modo basilare, la rete e i social media 2.0 in particolare, sembrano configurarsi, in relazione ai propri fruitori, come lo spazio in cui ciascuno se la canta e se la suona per proprio conto e allo stesso tempo in compagnia di n altri individui accomunati da modi simili di interpretare ‘la vita’ e di stare al mondo. Questa sodalità, percepita come la somma di n libertà, finisce con il ritagliare uno spazio poco permeabile a opinioni diverse dalle proprie. Anzi, tanto più laddove ci si industri per mostrare la fallacia dei presupposti e la fragilità delle argomentazioni, la condizione di permanenza all’interno della camera dell’eco non farà che rinforzare la convinzione che tutto il portato dimostrativo altrui sia stato generato e diffuso con la precisa volontà di far vacillare chi, per perizia o per condizione dell’essere, si trova in una posizione che consente di scorgere la realtà, intesa come verità.

Quanto a ciò che collega questa camera e il calcio femminile, appare abbastanza perspicuo che, essendo decisivo per il suo riconoscimento non il calcio femminile in sé ma la sua rappresentazione sociale, l’unica via plausibile e praticabile perché all’eco monocromatica e monogenere possa frapporsi altro materiale acustico non può che avere a che fare con l’esistenza sociale e social del calcio femminile stesso.

Questa esistenza, che agli occhi delle persone assume la forma e la sostanza di narrazioni multilinguistiche e multimodali, è tutt’altro che naturale: costituisce infatti – o, nel caso dell’Italia, dovrà costituire – il prodotto di un lavoro di comunicazione pianificato sotto la spinta della volontà di mostrare quanto il ‘reale’, vale per il calcio come per tutto ciò che può smuovere capitali finanziari grazie all’adesione e fidelizzazione degli individui, sia dotato di policromia e forme dinamiche.

A patto, ben inteso, che chi ci si avvicini assuma una progressiva e crescente consapevolezza dei propri (e altrui) pregiudizi cognitivi e degli effetti della persistente azione su ciascun individuo di confirmation bias che tendono a rinforzare ciò che già si pensa a scapito di ciò che ‘per principio’ (inespresso o non ammesso) è da ritenere errato.

Il confronto delle realtà mediaticamente rappresentate del calcio femminile offerte dalla stampa dei tre paesi presi in esame, cui vanno aggiunti i distinguo per ciascuna delle testate considerate, mostrano, infatti, che nel corso degli ultimi anni e in particolare oggi sta avendo luogo un incessante movimento di opinione presente anche laddove questo movimento appare così lento da sfiorare l’immobilità, come in Italia. Alla base di questo movimento non sta il calcio femminile in sé, ma un insieme di fattori generatori di un processo circolare e individuabili, almeno parzialmente, ponendosi la domanda: che interesse e per quali stakeholders può svilupparsi a seguito di una ricollocazione nello spazio mediato e mediatizzato di una realtà che appare nuova ai più pur senza esserlo?

Se si assume che per il calcio femminile possano valere (e perché non dovrebbero?) le medesime ‘regole’ applicabili a qualsiasi altro ‘bene’ da vendere, il marketing del già evocato prosumer potrebbe mettere in moto una nuova linfa per un mercato che a un certo punto, distante non si sa bene quanto ma dicerto più vicino anche solo di un anno fa, si potrebbe trovare costretto a fermare la propria espansione in assenza di capitali reali a coprire i bilanci non sempre altrettanto reali delle società che consentono al grande carrozzone del calcio maschile di andare in scena ogni stagione.

La chiave del processo inevitabilmente risiederà nel come alimentare nel consumatore un desiderio oggi poco o affatto presente; nel come rendere desiderabile qualcosa che ad oggi (da sempre, nella percezione della massa) appare indesiderabile quando non persino indegno di esistenza.

Agli occhi di chi osserva la società attraverso la lente che la rappresenta – quella dei media nuovi o tradizionali, ammesso che esistano ancora, almeno nel modo in cui li abbiamo conosciuti e descritti in letteratura – questa chiave non potrà che assumere le forme di una rinnovata mitopoiesi che dapprima apparirà peregrina, ma che, attraverso i dovuti accorgimenti/investimenti, in una manciata di anni potrebbe portare ad un acclimatamento di ciò che oggi appare forestiero ed estraneo.

A favore di questa ipotesi si riscontra un numero consistente di indizi, presenti in tutti (e non solo) i paesi considerati.

A partire dalla più conservatrice Italia, dove è di giugno la comunicazione, da parte della Juventus F.C., dell’iscrizione di una propria squadra alla serie A femminile. Questo il tweet

Tweet del 16.06.2017 dall’account ufficiale della Juventus

Stagione 2017-2018: anche la Juventus in serie A femminile. Prossimamente i dettagli…

e questa la notizia rilanciata da La Gazzetta dello Sport lo stesso giorno
Juventus, nasce la squadra femminile: farà la serie A, col titolo del Cuneo
La Federcalcio, per lo sviluppo del calcio donne, aveva obbligato tutti i club di A a tesserare ogni anno 20 bambine under 12 per allestire una squadra: i bianconeri sono andati oltre (http://www.gazzetta.it/Calcio/Serie-A/Juventus/16-06-2017/nasce-squadra-femminile-fusione-cuneo-titolo-2001040004879.shtml)
e questa, ancora, la notizia, presa stavolta non a caso da La Stampa, della piena realizzazione di quanto anticipato
Nasce la Juve femminile: “Si colma un vuoto storico”
Per la prima volta il club bianconero avrà una squadra di donne in Serie A, che giocherà a Vinovo con la torinese e juventina Rita Guarino allenatrice
Cambia il sesso, ma la maglia e la passione sono identiche. La squadra femminile della Juventus è realtà e va a colmare un vuoto significativo: mai il club bianconero aveva appoggiato un progetto del genere, ma dopo aver aperto il suo settore giovanile alle bambine, ora completa il percorso con una squadra per la Serie A. (http://www.lastampa.it/2017/08/10/sport/calcio/qui-juve/nasce-la-juve-femminile-si-colma-un-vuoto-storico-k210kix OYewLtwCxxcgK2K/pagina.html)

seguita dagli inevitabili (pochissimi, in verità, e mai rilanciati attraverso le condivisioni sui social media) commenti divisi tra chi saluta con favore e chi, invece, individua in queste scelte l’ennesimo episodio di sussiego a una logica di politically correct inutile o persino dannosa.
Da segnalare che, alla data dell’ultima rilevazione (21 agosto), gli utenti di questa seconda ‘squadra’ erano inferiori in numero ma ben superiori in attività, anche sommando quelli che hanno commentato la notizia altrove: un dato che non sorprende, tutt’altro, e che lascia ampi margini di prevedibilità anche in merito ai contenuti (e per argomentazioni e per forma linguistica) degli stessi interventi. Si citerà, come riassuntivo di questo sentimento, quello dell’utente Orso, lasciato intatto come in tutti i precedenti casi. I commenti sono riportati rispettando l’ordine di lettura e, conseguentemente, a cronologia rovesciata (dato interessante perché ci si renderà conto di un ritorno dell’utente e di un crescendo interiore che lo spinge a motivare con sempre più dovizia di particolari le proprie posizioni):
Orso (11 agosto)
Il calcio femminile. 50 annni fa vidi una partita allo Stadio Comunale. Grevi gi incoraggiamenti di molti spettatori ed approssimativa la tecnica di molte giocatrici. Vedendo oggi i mondiali per TV, si nota che il livello del calcio femminile è cresciuto, tuttavia dista molto dal livello maschile per la differente anatomia, musculatura ecc. Non piace generalmente alle donne, in primis. A meno di quelle con connotazioni di “genere” precise…Ma era proprio necessaria una Juventus femminile?

Orso (11 agosto)
Vuoto storico? A quando il calcio paraolimpico in carrozzella, quello degli over 70, quello dei sieropositivi ecc.? Sul carrozzone buonista del “politicamente corretto” c’è posto per tutti…Inclusione e solidarietà!!!! Almeno se le commentatrici donne che imperversano traslocassero tutte al calcio femminile, ma so che è vana speranza. Il calcio femminile non piace proprio alle donne…!

Orso (10 agosto)
Passano gli anni e mai decolla il calcio femminile. Come le corse di categoria E, auto elettriche…

Orso (10 agosto)
A me non pare una grande trovata. Il calcio femminile non avvince. Al massimo è fonte di gossip…camera_blu

Ab uno disce omnes, si potrebbe chiosare senza rischio di poter essere tacciati di parzialità, giacché in questi interventi non sembra mancare nessuno degli ingredienti tipici dell’‘espressione contro’ che si rintracciano nelle discussioni intorno al calcio femminile. Ingredienti tipici o meglio pilastri argomentativi in cui frequente (alla lunga sistematica) risulta la confusione tra genere e gender e la sovrapposizione tra gender e orientamento sessuale.

Che però il cammino sia ormai intrapreso, malgrado tutto e tutti, lo comprova anche la scelta comunicativa della piattaforma Netflix, che proprio in questi giorni sceglie di interpretare, con il supporto della polisemia, defenders come ‘difensori di una squadra di calcio’, in omaggio allo sport nazionalpopolare italiano, per il lancio dell’ennesima serie Marvel.

Netflix sceglie il gotha del calcio italiano per il lancio di Defenders

Defenders racconta la storia di come 4 supereroi (Dare Devil, Luke Cage, Jessica Jones e Iron Fist, tutti protagonisti di altrettante serie Netflix) mettono da parte le loro differenze e si uniscono per il bene della loro città, New York.

Per celebrare il lancio della serie, Netflix ha ricreato un nuovo team unendo alcuni dei migliori difensori che hanno fatto la storia passata e presente del calcio nostrano.

Giorgio Chiellini, Javier Zanetti, Matteo Darmian e Regina Baresi (discendente di una delle più importanti dinastie di difensori italiani) quest’estate hanno sposato il piano di allenamento dei super eroi per prepararsi al meglio per la stagione calcistica 2017/2018 (http://www.lastampa.it/2017/08/21/multimedia/spettacoli/netflix-sceglie-il-gotha-del-calcio-italiano-per-il-lancio-di-defenders-fMD7F0r98juF3PgongQTDO/pagina.html)

E che sia solo per la necessità di mantenere l’equilibrio di genere originario o perché si voglia, invece, cavalcare una nuova tendenza (di business, prima di tutto) in lento avvio, sta di fatto che calciatori e calciatrice si dividono lo spazio di questa metacomunicazione, che potrebbe – lo dirà il tempo – essere la prima di una nutrita serie.

Già avviata e in via di consolidamento è la tendenza negli altri due paesi considerati, seppur a velocità diverse.

* In Germania il cammino è più avanzato, come abbiamo cercato di dimostrare nell’analisi precedente; lo sport femminile ha una posizione di maggior rilievo rispetto all’Italia, ha un pubblico ampio e non solo femminile, e quindi sostegni economici e finanziari di tutto rispetto. Ciò significa, naturalmente, maggior visibilità nella stampa. Non è però ancora una situazione equilibrata, come dimostrano i dati del DOSB, soprattutto considerando le cariche direttive delle diverse federazioni e la posizione di allenatrici nel mondo sportivo, sia per squadre femminili che maschili. E, decisiva, resta la pubblicazione delle notizie che si differenzia ancora per numero, rispetto a quelle del calcio maschile, ma, ancor più, per tenore a seconda del quotidiano di riferimento.

Esiste però un giornale dedicato al calcio femminile, Frauenfussball, das Magazin für den Mädchen- und Frauenfussball (Ffussball-magazin.de), un segno che tale sport è seguito e condiviso da molte persone, che nell’analisi dei quotidiani non è stato considerato, anche per mancanza di un riferimento simile nei due altri paesi coinvolti nella ricerca. Inoltre, potevamo dare per scontata la presenza di molti articoli riferiti alla finale degli europei, e alla giornata dedicata alla analisi.

In Germania la questione del genere e del sessismo è considerata ormai da decenni una questione del politically correct: a livello di lingua si rispetta sempre l’adeguatezza alla persona di riferimento e nei media non ricorrono, come invece avviene quotidianamente in Italia, immagini scorrette. La pubblicità e la televisione non mostrano la donna svestita, o usata a vendere prodotti di ogni sorta. Eppure, in alcuni quotidiani, emerge un sessismo di fondo, quando si parla di donne calciatrici. Un accoppiamento individuato in alcune testate è spesso quello di squadra femminile-squadra di lesbiche. Ma del resto questo è stato un riferimento ben presente nella stampa italiana, e ancora più grave, nella Federazione italiana calcio.

La situazione nel complesso appare, considerato tutto, un po’ instabile: da un lato si va verso una maggior presenza delle donne nel calcio, come in generale nella vita sociale, dall’altro resta in sottofondo un sessismo più o meno mascherato.

Impressiona allora vedere, in una grande libreria berlinese, uno scaffale che porta il titolo di Sportler (Sportivi), solo al maschile, con esposte solo opere legate a uomini, senza un equivalente scaffale Sportlerinnen a fargli da contraltare…

*** Quanto all’Inghilterra, la situazione attuale può ben essere immortalata da una frase, nello specifico un invito: “Metti su il bollitore, caro!”.

Alle ore 20:32 del 3 agosto 2017, in corrispondenza della fine del primo tempo di Olanda-Inghilterra, con le inglesi in svantaggio per 1-0, la National Grid (NG) – la compagnia elettrica inglese, più o meno corrispondente alla nostra ENEL – registra un “TV pickup” particolarmente elevato. Un TV pickup è un picco improvviso di uso di corrente che la compagnia registra che generalmente si associa – quando così improvviso – alla fruizione degli eventi televisivi e all’uso di bollitori per mettere su il the una volta che questi si interrompono o finiscono. Una nota della NG a un giornalista del Telegraph comunica come in quel preciso momento si sia registrata una domanda improvvisa di 200 Megawatt, che corrispondono, secondo le stime della compagnia, a 130.000 bollitori che si attivano in contemporanea. La notizia può sembrare curiosa e priva di importanza solo a chi non ha mai assistito a una partita di calcio in una casa inglese (o in un pub, sostituendo il bollitore con la pinta) e non conosce quindi gli automatismi tipici di una cultura che fa del bere (the o birra che sia) una sorta di metronomo che regola le giornate.

La pubblicazione della notizia su un quotidiano popolare come il Telegraph assume rilevanza ancora maggiore se associata a una partita di calcio femminile: va a scalfire quei pregiudizi di cui si nutre una parte dei potenziali lettori proprio del Telegraph (come di molti tabloid del resto), contribuendo a pavimentare quella strada intrapresa dalle Lionesses che sta portando piena visibilità alle calciatrici britanniche. I TV pickup costituiscono nella percezione inglese una specie di auditel e vedere, nel confronto tra pickup, una partita di calcio femminile associata a una puntata di EastEnders (una delle soap più popolari e longeve della TV del Regno Unito) con 2.290 MegaWatt, del famosissimo sceneggiato Uccelli di Rovo del 1984 con 2.600 MegaWatt e con la Semifinale del Campionato Mondiale di Calcio di Italia ’90, con 2.800 MegaWatt, è un altro sintomo facilmente leggibile di un cambio di mentalità, solo inserito in una meccanica culturale tipicamente ‘british’ che funge da cartina al tornasole quasi inequivocabile.[39]

Il meccanismo di ‘metter su la kettle’ per il the è altresì immerso in una dinamica tradizionale che vede la donna che si alza o l’uomo che le chiede la cortesia di preparare da bere. Ci piace immaginare, in questo caso, in quel giovedì di agosto, che uomini o donne indifferentemente si siano alzati per mettere su il bollitore  mentre il/la partner restava incollato/a al televisore a guardare gli highlights del primo tempo e i relativi commenti.

Il cammino, alla luce di fatti o solo di indizi, sembrerebbe dunque intrapreso e, con i dovuti capitali finanziari e umani, fatti di intelligenza e sapiente uso dei mezzi di comunicazione, potrebbe portare nel giro di qualche generazione a un riequilibrio del rapporto tra genere e calcio e rappresentazione di questo rapporto.

Di certo si potrà dire la logica monogenere superata quando uomini e donne di calcio, indifferentemente, si riconosceranno nell’epica di una partita nel modo evocato da Gianni Brera

Può succedere che una partita venga dilatata a saga, a poema epico, e che ogni suo episodio si colori come nessuno avrebbe mai pensato assistendovi o addirittura prendendovi parte.

Il calcio è straordinario proprio perché non è mai fatto di sole pedate. Chi ne delira va compreso, non compatito; e va magari invidiato, non deriso. Il calcio è davvero il gioco più bello del mondo per noi che abbiamo giocato, giochiamo e vediamo giocare.

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Bibliografia

Cinquepalmi, Mara, Dispari. Storie di sport, media e discriminazioni di genere, Informant 2016 (e-book)

Diketmüller, Rosa, “Frauenfußball ein Paradigmenwechsel?”, in Kreisky, Eva – Spitaler, Georg, (a cura di), Arena der Männlichkeit: über das Verhältnis von Fußball und Geschlecht, Politik und Zeitgeschichte, Campus 2006

Dunne, Carrie – Welford, Johanna, Football and the FA Women’s Superleague: Structure, Governance and Impact, Palgrave Macmillan 2015

Hargreaves, Jennifer – Anderson, Eric (a cura di) Routledge handbook of sport, gender and sexuality, Routledge 2014

Hornscheidt, Antje, “Norwegischer und deutscher Frauenfußball” in Bulletin 2007, pp. 31-35

Kotré, Susanne, 20EFL von seiner schoensten Seite? Repräsentationen von Frauenfußball in Printmedien; eine Analyse homophober und sexistischer Diskurse in der Berichterstattung zur Frauenfußball-Weltmeisterschaft 2011, Humboldt-Universität zu Berlin, Philosophische Fakultät III, Berlin 2011

Paul, Josefine, Die Zukunft des Fußballs ist weiblich Analysen und Perspektiven zum Mädchen und Frauenfußball, in “Freiburger Geschlechterstudien” 23, 2009, pp. 291-293

Quattrociocchi, Walter – Vicini, Antonella, Misinformation. Guida alla società dell’informazione e della credulità, Franco Angeli 2016

Schaaf, Daniela, “Lieber Barbie als Lesbe? Dispositionen von Sportjournalisten und Sponsoren zum heteronormativen Körperideal im Frauenfußball”, in Sobiech, Gabriele – Ochsner, Andrea (a cura di) Spielen Frauen ein anderes Spiel? Geschichte, Organisation, Repräsentationen und kulturelle Praxen im Frauenfußball, Campus 2012

Sobiech, Gabriele – Ochsner, Andrea (a cura di), Spielen Frauen ein anderes Spiel? Geschichte, Organisation, Repräsentationen und kulturelle Praxen im Frauenfußball, Springer 2012

Williams, Jean, A beautiful game: international perspectives on women’s football, Berg 2007

Williams, Jean, Globalising women‘s football: Europe, migration and professionalization, Peter Lang, 2013

Wörner, Simone – Holsten, Nina, Frauenfußball zurück aus dem Abseits, DpB 2011 (http://www.bpb.de/apuz/33342/frauenfussball-zurueck-aus-dem-abseits?p=all)

NOTE
[1] Qui, come nei passaggi successivi, non è stata introdotta alcuna modifica volta a ripristinare la correttezza ortografica e sintattica dell’enunciato.
[2] Tuttocampo.it si autodefinisce “Il portale di riferimento del calcio dilettantistico italiano”.
[3] LFootball.it si autodefinisce “Il Magazine del Calcio Femminile”.
[4] Wag, più spesso al plurale consociativo wags, è l’acronimo di Wives And Girlfriends ossia mogli e fidanzate da capogiro di sportivi e in particolare calciatori, italiane e straniere (così sono definite in più luoghi facilmente accessibili attraverso la rete). Intercettate e sottoposte al bisturi del voyerismo di una cronaca che non ci si aspetterebbe di trovare tanto ben radicata anche in contesti di cronaca generalista, la popolarità delle partner alimenta senza sosta un gossip che negli ultimi anni si è così saldamente ancorato al nome wags da rendere trasparenti titoli di programmi quali Wags News del palinsesto Sky. Non appare anzi forzato affermare che tra wags si disputi una competizione globale parallela a quella sportiva, riscontrabile, solo per citare casi recenti, nell’ambito di titoli-strilloni quali Juve-Real, il lato sexy della finale. Ecco le wags (in occasione della finale di Champions League di giugno 2017) e Europei 2016 al via, le wags hanno già vinto: chi è la più sexy? (di un anno prima, in occasione dell’avvio dei campionati europei). La recenziorità del termine non deve però far pensare che l’interesse per le accompagnatrici dei calciatori (in numerosi casi non se ne conosce il nome ma solo il ruolo: fidanzata o compagna o moglie di) sia cosa recente: nel caso dell’Italia, per esempio, “Già negli anni Sessanta era un tema caldo. Lorenzo Buffon, portiere del Milan e della nazionale, sposò nel giugno 1958 Edy Campagnoli, la valletta ‘muta’ di Lascia o raddoppia? Con il matrimonio tra il giocatore famoso e la star del piccolo schermo il calcio diventa gossip e da quel momento tv e rotocalchi hanno avuto pane per i loro denti” (Cinquepalmi 2016, p. 61).
[5] “SIETE ADATTI PER ALLENARE NEL CALCIO FEMMINILE? Della ritrosia italiana ad accettare il calcio femminile su Allfootball ne abbiamo già parlato. […] Quali sono, al di là degli aspetti atletici dei quali abbiamo cominciato a parlare nei post precedenti, le altre differenze tra calcio maschile e femminile? E l’allenatore? Che caratteristiche deve avere per tirare fuori il meglio da un gruppo di donne? […] Al calciatore viene richiesto un intenso sforzo fisico, tante energie nervose e talvolta perde il controllo. Dalla mia esperienza di calciatrice da una parte e di collaboratrice nel maschile dall’altra emergono alcune diversità. Due compagni di squadra, uomini, possono usare toni esasperati, persino arrivare alle mani, ma dopo il confronto duro, la situazione torna alla perfetta normalità. Questo ‘processo’ può avere un decorso radicalmente differente in campo femminile, il diverbio può avere strascichi lunghissimi. Una parola detta di troppo, ed ecco che due donne smettono di giocare l’una per l’altra estraniandosi dal concetto di squadra e, ovviamente, procurando un danno alla stessa. Le ragazze, questa è sacrosanta verità, arrivano addirittura a smettere di passarsi il pallone!”
[6] La necessità di decantare bellezza o specifiche qualità fisiche delle sportive costituisce un evergreen. Tanto quanto la copiosità di immagini in cui latita o è del tutto assente la componente tecnica o agonistica. Si citerà, solo per la sua compresenza nella pagina contenente la notizia della finale degli Europei femminili, il caso di Alex Morgan, protagonista di una fotogallery di 9 immagini, di cui una sola riferita a un momento di gioco, precedute e seguita rispettivamente dal titolo “Calcio Femminile – Alex Morgan sbarca in Francia: l’americana forte e bella giocherà nel Lione” e dal sottotitolo “Dal ‘soccer’ Usa al calcio europeo: la ragazza che ha rinunciato a fare la modella per continuare a segnare è appena arrivata nel club femminile più forte d’Europa” (http://www.corrieredellosport.it/foto/calcio/calcio-femminile/2016/12/20-18992262/alex_morgan_sbarca_in_francia_lamericana_forte_e_bella_giocher_nel_lione/).

Da segnalare l’assenza di condivisioni via social, in sintonia col generale disinteresse nei confronti della divisione femminile di cui si parlerà diffusamente più avanti.

[7] I primi tre testi sono stati recuperati dalla sezione riservata ai commenti degli articoli del blog della 27ora, che il 16 aprile 2017, a firma di Elena Tebano, ha dedicato un pezzo a “Donne escluse da sport professionistico. È ora che il Coni cambi le regole”. I restanti, invece, sono stati recuperati dagli interventi a seguire la lettera del genitore promotore del divieto di accesso alle scuole di calcio per bambine e ragazzine, di cui si è detto ad avvio di questo contributo.
[8] Questa e le successive citazioni sono riprese da Aforismario.net con la precisa volontà di mostrare la pagina-tipo che è offerta a chi, attraverso Google, cerchi informazioni su ‘frasi su calcio e donne’ (http://www.aforismario.net/2017/06/frasi-calcio.html).
[9] La notizia è raggiungibile alla URL http://www.corrieredellosport.it/news/calcio/calcio-estero/2017/07/13-27849143/ calcio_stipendi_uguali_a_uomini_e_ donne_un_club_prova_la_rivoluzione/
[10] I virgolettati sono stati ripresi dal resoconto dell’episodio riferito dal Corriere dello sport, rintracciabile all’indirizzo http://www.corrieredellosport.it/news/calcio/serie-a/milan/2016/04/13-10491861/milan_mihajlovic_contro_la_satta_le_ donne_non _dovrebbero_parlare_di_calcio/
[11] http://www.dosb.de/de/gleichstellung-im-sport/service/infodienst/
[12] https://www.dosb.de/fileadmin/fm-dosb/arbeitsfelder/wiss-ges/Dateien/2010/Siegel-SEB-Maedchen_und_Frauen_ 2007 _08.pdf
[13] I dati sono stati gentilmente forniti dal DOSB, Deutsche Olimpische Sportbund.
[14] https://www.youtube.com/watch?v=OzPYRFSUlCQ
[15] La F.A. Cup, la coppa di lega inglese, è il trofeo calcistico più antico al mondo e il suo prestigio eguaglia, se non a volte supera, quello del campionato di calcio nazionale.
[16] Per una visione chiara del tipo di monopolio culturale generato dai due giornalisti, è utile, tra gli altri, la lettura di un articolo non firmato, scritto da un giornalista che ha collaborato con varie redazioni, tra cui Sky Sports (http://www.newstatesman.com/blogs/the-staggers/2011/01/sky-sports-keys-gray-melvin).
[17] https://www.theguardian.com/football/2011/jan/24/andy-gray-richard-keys-sexist-comments
[18] Un esempio rappresentativo lo danno i commenti in calce alla clip dell’episodio su YouTube, visibili al link indicato in nota in precedenza.
[19] “Simmons identifies ‘cultural barriers’ as still being one of the biggest roadblocks to girls getting involved in the sport – blocks that a successful Lionesses team occupying TV screens can pave a way through”. Interessante in questo caso l’uso della metafora dell’occupazione degli schermi televisivi come un mezzo per spianare la strada eliminando i ‘roadblocks’ del pregiudizio.
[20] http://www.bbc.com/sport/football/womenshttps://www.theguardian.com/football/womensfootball
[21] http://www.bbc.com/sport/football/womenshttps://www.theguardian.com/football/womensfootball
[22] Articoli reperibili agli indirizzi http://www.bbc.com/sport/football/40825848 e http://www.bbc.com/sport/football/3 6696772
[23] “Ronaldo, with his knee heavily strapped, then hobbled up the steps to lift the Euro 2016 trophy and fill a gap in his glittering list of honours.” La sequenza descritta assume toni che passano dal drammatico del ginocchio “heavily strapped” al quasi fiabesco del “glittering list of honours”.
[24] http://www.bbc.com/sport/football/40825848
[25] Articoli reperibili agli indirizzi https://www.theguardian.com/football/2017/aug/06/womens-euro-2017-holland-denmark-match-report e https://www.theguardian.com/football/2016/jul/10/france-portugal-euro-2016-match-report
[26] “Denmark’s naturalised striker Nadia Nadim would have been discreetly cheered on by her old friends and family in Herat. Nadim fled Afghanistan as a refugee after her father was executed by the Taliban” (https://www.theguardian.com/football/2017/aug/06/womens-euro-2017-holland-denmark-match-report).
[27] “Anxious not to be eclipsed, Lieke Martens – Barcelona’s new £180,000-a-year left-winger and the player of the tournament – quickly punished Stina Lykke Petersen after Denmark’s goalkeeper had no answer to her turn and left-foot shot from just outside the area. Who needs Neymar?” (Ibidem).
[28] Ibidem.
[29] “Judging by the high percentage of enthusiastic male spectators – of all ages – it seemed that a hitherto slightly sceptical host nation really had fallen in love with women’s football” (Ibidem).
[30] https://www.theguardian.com/football/2016/jul/10/france-portugal-euro-2016-match-report
[31] Ibidem.
[32] Articoli reperibili agli indirizzi https://www.standard.co.uk/sport/football/netherlands-4-denmark-2-holland-win-euro-2017-final-on-home-soil-a3605166.html e https://www.standard.co.uk/sport/football/euro2016/portugal-vs-france-player-ratings-dimitri-payet-and-olivier-giroud-struggle-as-eder-wins-euro-2016-a3292466.html.
[33] https://www.standard.co.uk/sport/football/netherlands-4-denmark-2-holland-win-euro-2017-final-on-home-soil-a3605166.html.
[34] https://www.standard.co.uk/sport/football/euro2016/portugal-vs-france-player-ratings-dimitri-payet-and-olivier-giroud-struggle-as-eder-wins-euro-2016-a3292466.html.
[35] Articoli reperibili agli indirizzi http://www.dailymail.co.uk/sport/football/article-4765826/Holland-4-2-Denmark-Hosts-win-UEFA-Women-s-EURO-2017.html e http://www.dailymail.co.uk/sport/football/article-3683538/Portugal-1-0-France-AET-Eder-s-thunderous-strike-sees-Fernando-Santos-win-Euro-2016-extra-time-stun-tournament-hosts.html
[36] Si è sottolineato in diversi articoli pubblicati su differenti testate, come Mark Samson, coach delle Lionesses, sia stato l’unico allenatore ad avvicinarsi ai risultati del grande e compianto Alf Ramsey, che portò i Lions alla vittoria del Campionato Mondiale del 1966 contro la Germania Ovest – seppure tra feroci polemiche – e alla semifinale dei Campionati Europei del 1968 persa contro la Jugoslavia. Per una visione più ampia si vedano gli articoli consultabili alle URL: http://www.express.co.uk/sport/football/836296/Women-European-Championship-2017-Mark-Sampson-Alf-Ramsey-England-Holland e http://www.telegraph.co.uk/football/2017/07/31/meet-mark-sampson-unlikely-hero-looking-make-history-england/ oltre che il citato http://www.cityam.com/269304/seizing-moment-lionesses-media-clout-catalyst-growth-womens
[37] “The frenetic match was played in front of a sell-out crowd of more than 28,000 fans, including Denmark’s Crown Prince Frederik, at FC Twente’s stadium in the eastern city of Enschede. Also in the crowd was Marco van Basten, the star of the Dutch men’s team that won the 1988 European Championship” (http://www.dailymail.co.uk/sport/football/article-4765826/Holland-4-2-Denmark-Hosts-win-UEFA-Women-s-EURO-2017.html).
[38] In Italia questo termine è associato ai lavori e alle attività del gruppo di Walter Quattrociocchi sulla disinformazione (misinformation) che viaggia attraverso il web e il paradossale effetto boomerang che la diffusione di notizie documentate e magari basate su evidenze scientifiche può avere quando ci si aspetta che tali dati vadano a curare la disinformazione (cfr. Quattrociocchi – Vicini 2016).
[39] La notizia è disponibile alla URL: http://www.telegraph.co.uk/news/2017/08/04/lionesses-match-causes-first-ever-tv-pickup-female-sport-130000/

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