La IV edizione del Congresso Internazionale sugli Studi di Genere in ambito lusofono e italiano si prefigge di continuare ad analizzare gli argomenti introdotti e dibattuti nel III Convegno di Lisbona. L’idea di dedicare un incontro sugli studi di genere e sulle donne nasce nel 2014, anno in cui l’idea diventa realtà con l’organizzazione del I Convegno. In quell’occasione si sono affrontate per lo più tematiche inerenti il femminile nell’ambito letterario anche se la riflessione sul linguaggio e sulla violenza di genere già era presente. Ma gli elementi che fanno parte degli studi sul genere, un atto performativo, come lo definisce Judith Butler, non riguardano solamente chi nasce donna in un corpo di donna ma inglobano tutte quelle identità di genere che nel femminile si riconoscono o che da esso partono. Se “donna non si nasce ma si diventa”, come recita la celebre frase di Simone de Beauvoir, allora trattare della complessità umana passa attraverso il femminismo intersezionale, la queer theory e i gay studies rappresentata nella letteratura, nella lingua e nei linguaggi e in tutte le arti, dal cinema alla pittura, dalla musica-pop o lirica-al fumetto. La riflessione sul femminile non può prescindere da un’osservazione sulla costruzione della maschilità così come intesa nell’Occidente e non si può scostare dall’urgente dibattito sulla violenza, sulla molestia, sull’abuso, sull’importanza dell’educazione al rispetto a cominciare dall’infanzia. E dall’infanzia, dove tutto nasce.

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