“Le lunghe radici degli stereotipi. Donne e media” un convegno e un libro.

Venerdì 29 marzo, a partire dalle ore 10, presso Palazzo Moriggia (Via Borgonuovo 23, Milano) si terrà il convegno che presenterà i risultati dell’ultima indagine dell’associazione Gi.U.Li.A Giornaliste sulla riproposizione, anche da parte dell’informazione, di luoghi comuni e pregiudizi sulle donne.

Il libro
“Informazione o deformazione? Gli stereotipi come vecchi, ma radicati schemi interpretativi, come sbrigative scorciatoie del linguaggio quotidiano non risparmiano il lessico e le cronache giornalistiche. Sulle donne in particolare è un fiorire di luoghi comuni e doppi sensi, nei testi e nelle immagini.

Stereotipo è anche termine tecnico ben noto ai colleghi meno giovani, che in tipografia “scendevano a chiudere le pagine” ossia le matrici composte a caldo e poi replicate in lastre o cliché.

Questo nuovo libretto di GiULiA cerca appunto di districare la matassa delle frasi fatte, scioglierne i nodi e, dopo averne chiarito i meccanismi e le origini con l’aiuto di studiose e studiosi, metterle in evidenza nei vari ambiti in cui si palesano: politica, sport, spettacolo, fotografia, violenza, maternità, eccetera.

Sapendo, insomma, che l’errore solo se lo riconosci lo puoi evitare.”

G.I.U.L.I.A, Stereotipi, donne nei media, Ledizioni, 2019, €14

Per GeS hanno scritto Stefania Cavagnoli (“La grammatica della lingua di genere: dissimetrie semantiche e stereotipi” e “Le regole, in breve”) e Francesca Dragotto (“La libera costrizione del pregiudizio”)

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